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“Credo nello Spirito Santo”: terzo o primo articolo del Credo?

“Credo nello Spirito Santo”: terzo o primo articolo del Credo?

15 Novembre 2015

(Salva su calendario)

Italia

PRIMO INCONTRO ORE 10:30 - SECONDO INCONTRO 0RE 15:00

con P. RANIERO CANTALAMESSA, Predicatore della Casa Pontificia.

Raniero Cantalamessa

E' nato a Colli del Tronto (AP) il 22 Luglio 1934. Ordinato sacerdote nel 1958, si è laureato in Teologia a Friburgo, Svizzera, e in Lettere classiche all’Università Cattolica di Milano.
Già professore ordinario di Storia delle origini cristiane e Direttore del Dipartimento di scienze religiose dell’Università del Sacro Cuore di Milano, è stato membro della Commissione Teologica Internazionale dal 1975 al 1981 e, per dodici anni, membro della delegazione cattolica per il dialogo con le Chiese Pentecostali.
Nel 1979 ha lasciato l’insegnamento per dedicarsi a tempo pieno al ministero della Parola. È stato nominato da Giovanni Paolo II Predicatore della Casa Pontificia nel 1980 e confermato in tale carica da Benedetto XVI nel 2005. In questa veste detta ogni settimana, in Avvento e in Quaresima, una meditazione in presenza del Papa, dei cardinali, vescovi, prelati e superiori generali di ordini religiosi. È chiamato a parlare in molti paesi del mondo, spesso anche da fratelli di altre denominazioni cristiane.
Oltre i libri scientifici scritti come storico delle Origini Cristiane, sulla Cristologia dei Padri, la Pasqua nella Chiesa antica e altri temi, ha pubblicato numerosi altri libri di spiritualità, frutto della sua predicazione alla Casa Pontificia, tradotti in una ventina di lingue.
Dal 1994 al 2009, ogni Sabato sera ha tenuto su Rai Uno la rubrica di spiegazione del vangelo della Domenica “Le ragioni della speranza”.
Dal 2009, quando non è impegnato nella predicazione alla Casa Pontificia e in altre parti del mondo, vive nell’Eremo dell’Amore Misericordioso di Cittaducale (RI), prestando il suo servizio sacerdotale a una piccola comunità di monache claustrali.
Il 18 luglio 2013 è stato confermato da papa Francesco nell’ ufficio di Predicatore della Casa Pontificia.


Emerge oggi un modo nuovo di concepire i rapporti trinitari. Il Verbo e lo Spirito procedono simultaneamente dal Padre. Bisogna rinunciare a ogni idea di precedenza tra i due, non solo cronologica, ma anche logica. Come unica è la natura che costituisce le tre divine Persone, così unica è l’operazione che ha la sua sorgente nel Padre e che costituisce il Padre “Padre”, il Figlio “Figlio” e lo Spirito “Spirito”. Figlio e Spirito Santo non vanno visti uno dopo l’altro, o uno accanto all’altro, ma ”uno nell’altro”. Generazione e processione non sono “due atti separati”, ma due aspetti, o due risultati, di un unico atto .

Come concepire e esprimere questo atto abissale da cui sboccia, tutta insieme, la Trinità? Siamo davanti al nucleo più intimo del mistero trinitario che si colloca al di là di ogni concetto e analogia umana. Olivier Clément parla di una “unzione eterna” del Figlio da parte del Padre mediante lo Spirito . Questa intuizione ha un solido fondamento patristico nella formula “ungente, unto e unzione” usata nella più antica teologia dei Padri. Sant’Ireneo aveva scritto:
“Nel nome ‘Cristo’ si sottintende colui che unse, colui che fu unto e la stessa unzione con cui fu unto. Difatti, il Padre unse e il Figlio fu unto, nello Spirito che è l’unzione” .
L’immagine dell’unzione aggiunge qualcosa di nuovo che non è espresso dall’immagine più usuale della spirazione. In occidente, si è soliti ripetere che lo Spirito si chiama così in quanto è spirato e in quanto spira. In questa visione, lo Spirito Santo svolge un ruolo “attivo” solo al di fuori della Trinità, in quanto ispira le Scritture, i profeti, i santi ecc., mentre nella Trinità avrebbe solo la qualità passiva di essere spirato dal Padre e dal Figlio.
Questa assenza di un ruolo attivo dello Spirito all’interno della Trinità, ritenuta la lacuna forse maggiore della pneumatologia tradizionale, in questo modo viene superata. Se infatti si riconosce al Figlio un ruolo attivo nei confronti dello Spirito, espresso dall’immagine della spirazione, si riconosce anche un ruolo attivo allo Spirito Santo nei confronti del Figlio, espresso con l’immagine dell’unzione. Non si può dire, del Verbo, che è “il Figlio dello Spirito Santo”, ma si può dire di lui che è “l’Unto dello Spirito”.