Fede e Costituzione oggi: un movimento che si muove…

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Ho l’onore di essere la Moderatrice della commissione Fede e Costituzione del Consiglio Ecumenico delle Chiese (CEC), anche se Fede e Costituzione è qualcosa di più di una commissione di 60 persone nominate dalle chiese. Fin dal 1910, Fede e Costituzione è stato un movimento di persone che si sono riunite per un dialogo teologico multi-laterale, in comunità locali, in regioni più estese e in assemblee nazionali e, sin dal 1948, come parte del Consiglio Ecumenico delle Chiese. È un movimento che ricerca vie per superare le divisioni della chiesa e per esprimere una comprensione comune di ciò che sono la fede cristiana, la chiesa, il ministero e i sacramenti. Fede e Costituzione cambia, come cambiano la chiesa e il mondo in cui la sua gente è testimone.

Quando parlo alla gente della commissione Fede e Costituzione, non parto dai documenti che produciamo, quanto piuttosto dalle fotografie delle persone coinvolte e ne racconto le storie. Questa è la via migliore per trasmettere in che cosa consiste davvero il nostro lavoro e che cosa potrebbe promettere il nostro riunirci. C’è qualcosa di realmente miracoloso nell’avere uomini e donne, ordinati e laici, provenienti dalle chiese Ortodossa, Orientale Ortodossa, Cattolica romana, Anglicana, Riformata, Luterana, Metodista, Battista, Pentecostale, dalle chiese riunite e da altre tradizioni, che lavorano insieme su questioni teologiche che dividono la chiesa; costoro dibattono, riflettono, discernono e trovano qualcosa che possono dire realmente all’unisono. E tutto questo con lo scopo di aiutare le chiese a richiamarsi all’unità.

I membri di Fede e Costituzione, insieme allo staff CEC con cui siamo grati e orgogliosi di collaborare, non sono solo formati dalle loro tradizioni ecclesiali, ma anche dai contesti nei quali vivono la loro fede quotidianamente, dalle vite che viviamo. Nel nostro lavorare assieme, diviene chiaro come le nostre tradizioni ecclesiali, e le divisioni di cui soffre oggi la chiesa, non esistono in una bolla astratta ma sono modellate dai contesti in cui tutti noi viviamo e dal mondo che condividiamo. Ogni volta che ci incontriamo, iniziamo condividendo quel che sta accadendo nelle nostre chiese e nei nostri contesti, comprendendo dolorosi resoconti delle guerre e persecuzioni in atto, delle minacce ecologiche, delle diseguaglianze economiche o dell’attuale declino dell’influenza cristiana. Facciamo il nostro lavoro, per le persone che siamo, onorati di portare e impersonare le nostre tradizioni, appassionati dell’unità e cercando di trovarla oggi nel mondo in cui abitiamo. Le nostre discussioni non sono sempre facili. La divisione che stiamo cercando di superare pesa spesso su di noi dato che fa comunque parte delle nostre vite. Qualche volta il dibattito è aspro e la soluzione sembra essere una speranza lontana. Ma poi ci sono momenti in cui avviene una svolta e troviamo una via per una pace vera e parole che ci possono tenere insieme.

Fede e Costituzione è cambiata negli anni. Quel che è iniziato nel primo ‘900 come un movimento ispirato e centrato in nord America ed Europa è ora qualcosa che riflette molto di più la chiesa mondiale. La commissione, l’espressione più ufficiale dell’intero movimento, ora include molte più donne, molte più persone provenienti da quel che potremmo chiamare il Sud del mondo, teologi che affermano che la loro teologia è modellata dal contesto in cui vivono e persone che vengono con una passione per la giustizia e per la pace. Stiamo procedendo non solo con quello che in molti potrebbero vedere come la classica agenda di Fede e Costituzione, ma ci stiamo chiedendo che cosa possiamo fare oggi, in questo tempo e in un luogo di incontro così diverso e sfaccettato, per aiutare le chiese che cercano di evitare la divisione e che si richiamano all’unità. Il nostro lavoro è profondamente relazionale ed è particolarmente fruttuoso quando le relazioni tra di noi sono buone e diventiamo amici. Mentre costruiamo fiducia e condividiamo l’un l’altro le nostre vite, qualche volta lungo gli anni, il dialogo teologico prende una forma più nitida ed emergono percorsi attraverso le difficoltà. Fede e Costituzione è cambiata, nel tempo e sotto la guida dello Spirito santo, senza causare una radicale rottura con il passato del movimento, ma come una continuazione di ciò che coloro che l’hanno originata hanno pensato di fare. Fede e Costituzione non è, e non sarà mai, un incontro di persone che hanno a che fare con sterili astrazioni, ma un movimento di persone che danno, spesso attraverso sacrifici, del loro tempo e della loro energia per lavorare per l’unità della chiesa. È un movimento che coinvolge persone profondamente radicate nelle proprie tradizioni, ma che ascoltano chiaramente la richiesta che la chiesa sia una per il bene del mondo. Abbraccia coloro che sono pronti a impegnarsi nel lavoro, nel viaggiare, nel discutere, nello scrivere e nell’abbozzare, nel ri-abbozzare e ri-abbozzare ancora, per trovare ciò che possiamo dire insieme e ciò che potremmo essere insieme, come chiesa.

Ora include coloro che, a volte sfidando la pressione ad "arrendersi" a questo tipo di lento, paziente lavoro ecumenico, continuano con esso, anche quando sembra meno emozionante o rivoluzionario di quanto non abbia fatto negli esaltanti giorni dell’ecumenismo dell’era del dopoguerra. Alcune voci suggeriscono che oggi l'azione insieme è più produttiva del dialogo teologico e ci sono quelli che si sentono delusi dal fatto che non siano stati ottenuti ulteriori risultati - che le chiese rimangano, in molti luoghi, divise e anzi che nuove chiese si formino con grande velocità e varietà. Fede e Costituzione adesso è, in qualche modo, un movimento controcorrente, ma, proprio per questo, più importante. La chiesa sarà sempre chiamata all’equilibrio e al tenere insieme; all’insegnamento e al vivere la fede, all’attenzione alle pressanti preoccupazioni di oggi e alla testimonianza di una tradizione radicata, alla preghiera e all'azione. Fede e Costituzione rimane una pietra angolare del cammino ecumenico, anche se deve trovare nuovi modi per dare il suo contributo.

Il mio primo incontro personale con Fede e Costituzione avvenne nel 1993 quando, da giovane teologa, partecipai alla Conferenza mondiale a Santiago de Compostela. Avevo letto il testo di convergenza di Fede e Costituzione “Battesimo, Eucaristia e ministero” (BEM), quando fu pubblicato nel 1982, e come le chiese stavano assumendone il significato e la speranza. Allora ero una giovane che si stava preparando al ministero in una chiesa che sarebbe stata profondamente cambiata e sfidata da questo testo. Il BEM plasmò il mio ministero e, molto più tardi, divenne il cuore del mio insegnamento mentre stavo preparando gli studenti per il ministero in una federazione teologica ecumenica. Ricordo l'eccitazione di discutere le sue affermazioni chiare e fiduciose con persone di altre chiese e la sensazione che la chiesa si stava muovendo verso l’unità per la quale Cristo aveva pregato. Alla conferenza mondiale del 1993, ho scoperto di più sul lungo e paziente dialogo che stava dietro al BEM e su come la conversazione fosse ancora in atto. Non sapevo che sarei entrata a far parte del dialogo continuo che ha portato a un secondo testo di convergenza di Fede e Costituzione chiamato La Chiesa: verso una visione comune, pubblicato nel 2013. Ricordo di aver imparato rapidamente come un dialogo multi-laterale di questo tipo richiede la pazienza dei santi e la resilienza del ferro. Ho imparato, alla mia prima riunione di Fede e Costituzione, come trovare dentro di me il tipo di ascolto che cerca di capire ciò che la mia tradizione ha dimenticato o negato, e come trasmettere la saggezza dalla mia tradizione con parole che si collegano con l’esperienza e il linguaggio teologico degli altri. Ho scoperto come ogni dibattito teologico emerga sempre all'interno di un contesto politico e storico e di come abbiamo sempre bisogno di riscoprire la Tradizione all’interno e tra le nostre tradizioni. Ho iniziato a imparare la lingua che il movimento ecumenico ha sviluppato per portare avanti la nostra ricerca dell’unità per cui Cristo ha pregato.

Fede e Costituzione, assieme al CEC, ricopre diversi compiti chiave: condividere la preparazione per la settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, riunire i passi in avanti nei dialoghi bilaterali, sostenere le chiese unite e costruire sempre più legami con il più ampio lavoro del consiglio mondiale. La Commissione Fede e Costituzione sta lavorando a tre principali progetti, in questo attuale mandato. Stiamo ricevendo e analizzando le risposte a “La Chiesa: Verso una visione comune”, stiamo riflettendo sul perché questo documento sembra in qualche modo meno innovativo del BEM e stiamo anche lavorando per coinvolgere un più ampio numero di chiese e tradizioni nel dialogo riguardo all'essere la chiesa nel mondo . Abbiamo prodotto un documento di studio, “Venite e Vedete” (che sarà pubblicato nel 2018), per mostrare le basi teologiche del Pellegrinaggio di Giustizia e Pace del CEC. Questa è Fede e Costituzione, una associazione che lavora in un modo nuovo, non focalizzata sul superamento della divisione, ma che evidenzia ciò che è già comune tra noi e che produce una dichiarazione forte e di impatto su cosa significa stare insieme sulla via della giustizia e della pace. Stiamo anche lavorando a un progetto continuo sul discernimento morale, chiedendoci come possiamo affrontare i modi in cui i cristiani e le chiese sono ora divisi a causa di modi profondamente diversi di affrontare domande etiche e morali. Un progetto del genere sarebbe sembrato molto strano a coloro che per primi si sono riuniti per pensare a una conferenza mondiale di Fede e Costituzione all'inizio del XX secolo, ma è chiaramente vitale oggi ed è l'unico progetto che molte voci hanno espressamente chiesto all’attuale Commissione di affrontare.

Il cammino ecumenico di Fede e Costituzione è stato continuo e ha conosciuto momenti chiave; la formazione del CEC nel 1948, la Chiesa cattolica romana ne divenne parte dopo il concilio Vaticano II, e forse il partire oggi da un modo tradizionale di fare teologia e il dialogo teologico saranno visti in modo diverso. Ma siamo sempre stati in movimento; dal confrontare le nostre differenze al trovare i nostri punti di convergenza, dal parlare di “unità” al concentrarsi su una più organica "koinonia", da un mondo in cui l'unità visibile sembrava essere alla portata a uno in cui le sfide sono affrontate in modo più realistico. C’è sempre la tentazione di guardare indietro ai giorni di "gloria" di Fede e Costituzione, ai tempi in cui Karl Barth e Ioannis Zizoulas erano al cuore del movimento. Ma a ciascuno viene dato di vivere nel tempo che ha e di rispondere alla guida dello Spirito. Questi sono tempi stimolanti ed eccitanti per far parte di Fede e Costituzione. Quasi certamente non possiamo vedere chiaro nel tempo in cui viviamo, ma possiamo offrire la nostra energia a questo compito e credere che Dio è con noi.


* Rev. Dr Susan Durber, Ministro della Chiesa Riformata Unita di Taunton nel Regno Unito, Moderatrice della Commissione per Fede e Costituzione, CEC

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