XVIII domenica del tempo Ordinario

Con una sapienza che gli viene dall’osservazione della realtà, il salmista canta: «Se anche l’uomo si arricchisce e accresce il lusso della sua casa, quando muore non porta nulla con sé!» (cf. Sal 49,17-18). Nel narrare la parabola dell’uomo talmente ricco da non sapere dove riporre i proventi del suo lavoro, Gesù sembra riecheggiare queste parole. All’insensato che «nel benessere non comprende» (Sal 49,21) e vorrebbe addirittura disporre del futuro – «Costruirò magazzini più grandi, poi dirò a me stesso: “Hai a disposizione molti beni, per molti anni; riposati, mangia, bevi e godi”» – Gesù contrappone la voce di Dio che rivela: «Stolto, questa notte ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato di chi sarà? (cf. Sal 39,7)». Ovvero: spesso accumuliamo ricchezze per difenderci dalla paura della morte, come se avere molti beni potesse impedire quell’evento che ci attende tutti al termine della nostra esistenza. E così rimuoviamo il confronto con la nostra morte; meditando con intelligenza su di essa potremmo invece riconoscere ciò che nella vita è veramente essenziale: infatti solo chi ha una ragione per cui valga la pena morire, dare la vita, ne ha anche una per vivere…

Ancora una volta siamo rimandati alla parola di Gesù: «Dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore» (Lc 12,34). Se il nostro tesoro è la comunione con il Signore Gesù, se la nostra vita è fondata su di lui, allora saremo capaci di condivisione fraterna (cf. Lc 19,1-10), quella vissuta da Gesù stesso, lui che «da ricco che era si fece povero per noi» (cf. 2Cor 8,9). Condivisione è il vero nome della povertà cristiana: chi si esercita a condividere, conosce la gioia che si sperimenta nel donare e nel vivere la comunione (cf. At 20,35), a partire da quella dei beni; e una volta gustata tale gioia, non può più farne a meno. Ecco cosa può significare per ciascuno di noi «non accumulare tesori per sé, ma arricchire davanti a Dio».

Enzo Bianchi

Oggi si compie per voi la Scrittura
Il vangelo festivo Anno C
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DI ENZO BIANCHI  

 

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