XXI domenica del tempo Ordinario

 

Gesù aggiunge poi una parola di grande speranza: «Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno, e sederanno alla tavola del regno di Dio». È il banchetto escatologico già annunciato dai profeti (cf. Is 25,6-10; 66,18-21), aperto alle donne e agli uomini di tutta la terra. Gesù ha inaugurato questo banchetto nel sedersi a tavola insieme a pubblicani e peccatori (cf. Lc 7,34): con la sua pratica di umanità egli ha narrato che cos’è una vita salvata, una vita umanamente piena, capace di amare la terra e di servire Dio nella libertà e per amore. È al termine di questa vita che Gesù ha fatto risuonare per tutti la sua promessa: «Io preparo per voi un regno, perché mangiate e beviate alla mia tavola» (cf. Lc 22,29-30). Questa è la meta che ci attende: l’unica condizione richiesta per prendere parte alla gioiosa festa escatologica, al «banchetto delle nozze dell’Agnello» (Ap 19,9), è la bella lotta per vivere qui e ora come Gesù ha vissuto.

«Ci sono alcuni tra gli ultimi che saranno primi e alcuni tra i primi che saranno ultimi»: quest’ultima affermazione di Gesù ci mette in guardia, è un importante monito a valutare l’oggi della nostra esistenza non secondo criteri mondani o superficiali, ma con i suoi stessi occhi. Non dimentichiamo ciò che scriveva s. Agostino: «Nell’ultimo giorno molti che si ritenevano dentro si scopriranno fuori, mentre molti che pensavano di essere fuori saranno trovati dentro»… 

Enzo Bianchi

Oggi si compie per voi la Scrittura
Il vangelo festivo Anno C
© 2009 San Paolo

 
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DI ENZO BIANCHI  

 

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