I domenica di Avvento

La pagina del vangelo secondo Luca – il vangelo che ascolteremo lungo tutto questo anno liturgico che inizia – con cui si apre l’Avvento è quella in cui Gesù proclama la sua venuta imminente quale Figlio dell’uomo. Questa manifestazione del Signore è presentata come un dramma che coinvolgerà le esistenze umane e segnerà la fine della storia: ci saranno nella natura eventi che indicheranno una fine e un nuovo inizio; ci saranno situazioni di grande crisi tra gli uomini, i quali si troveranno di fronte al giudizio, allo svelamento del loro comportamento, delle loro azioni giuste o ingiuste verso i loro fratelli…

Allora “il Figlio dell’uomo verrà su una nube con potenza e gloria grande” (cf. Dn 7,13-14), e questo sarà in realtà un “evento beato” per i discepoli fedeli al loro Signore! Essi infatti saranno invitati a contemplare l’avvento di quel giorno, saranno chiamati ad alzare la testa con fierezza e saldezza, poiché vedranno il compimento della promessa del Signore e la liberazione da tutto il male che hanno subìto nel corso della storia. Queste parole di Gesù non devono pertanto suscitare una reazione di spavento, ma vanno accolte come un annuncio di ciò che può dare senso alla vita degli uomini feriti e oppressi: la giustizia avrà l’ultima parola e per le vittime della storia vi sarà finalmente la beatitudine…