III domenica di Avvento

Sì, il Signore Veniente “è vicino, alle porte” (cf. Mc 13,29), e Giovanni annuncia che sarà un giudice capace di separare la pula dal buon grano. Nell’imminenza di questa venuta nella gloria, noi possiamo però rimanere sordi alla Parola di Dio; possiamo cercare di sfuggire al giudizio di Dio come vipere furbe (cf. Lc 3,7); possiamo pensare che sia sufficiente dirsi cristiani e confidare nella nostra appartenenza alla chiesa, per essere dispensati da ogni autentico cammino di conversione… Ebbene, quale antidoto alla nostra pigrizia e ai nostri tentativi di autogiustificazione, Giovanni ricorda che Dio può suscitare suoi figli anche dalle pietre (cf. Lc 3,8): perché dunque non predisporre tutto affinché Dio possa trasformare il nostro cuore di pietra in un cuore di carne (cf. Ez 11,19; 36,26)?

Davvero il Veniente è vicino: egli è certamente misericordioso con chi è sincero, ma è temibile per chi mente e non si sforza di trasformare in comportamento quotidiano ciò che proclama con le labbra. D’altronde, Gesù ci ha messo in guardia con chiarezza, con parole che suonano quasi come una supplica: “Perché mi chiamate: Signore, Signore, e poi non fate ciò che dico?” (Lc 6,46).

 

Enzo Bianchi

Oggi si compie per voi la Scrittura
Il vangelo festivo Anno C
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DI ENZO BIANCHI