II domenica di Pasqua
commento al Vangelo
di ENZO BIANCHI
Siamo chiamati a sperimentare la beatitudine di chi vede Gesù con gli occhi della comunità cristiana, radunata nel giorno del Signore
Anno C
Gv 20,19-31
7 aprile 2013
In questa ottava di Pasqua celebriamo la «domenica di Tommaso», il discepolo assente alla prima apparizione di Gesù risorto e rimasto incredulo a dispetto della testimonianza dei suoi fratelli. Quando però il Risorto si manifesta per la seconda volta egli è presente e giunge a credere pienamente, aderendo con tutto se stesso al Signore della sua vita.
Nella sua vicenda Tommaso riassume bene il difficile itinerario compiuto dai primi discepoli per giungere alla fede pasquale: essa non è il frutto di un’esaltazione religiosa o di un’allucinazione psicologica, ma è una vittoria profonda di Gesù risorto sui dubbi e le paure che paralizzano i suoi discepoli! È in questo senso che il vangelo odierno ci indica un cammino per giungere a credere al Risorto, colui che sempre viene e resta in mezzo a noi, offrendoci la sua pace e donandoci lo Spirito santo; e questo, in particolare, quando siamo riuniti nell’assemblea eucaristica domenicale, tempo e spazio in cui si ha la massima epifania della comunità cristiana.