II domenica di Pasqua

«Otto giorni dopo», dunque nello stesso giorno di domenica, il giorno del Signore, Gesù si manifesta ancora ai discepoli. Questa volta è presente anche Tommaso, nuovamente unito alla comunità rigenerata dallo Spirito del Risorto e capace di annunciare la resurrezione; ma è proprio a questo annuncio che egli si era rifiutato di credere, contrapponendo il suo bisogno di prove certe: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò». Tommaso non si fida dei suoi fratelli, vuole avere un rapporto diretto con il Signore; ed ecco che il Signore stesso con infinita pazienza gli si fa accanto e lo invita a contemplare i segni della morte: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato, e non essere più incredulo ma credente». Allora il discepolo giunge finalmente a comprendere ed esclama: «Mio Signore e mio Dio!», confessione di fede che non ha eguali in tutto il Nuovo Testamento…