II domenica di Pasqua

È faticoso giungere alla fede nella resurrezione, per noi come per Tommaso. Egli non ha avuto bisogno di «mettere il dito», eppure ha dovuto vedere con i suoi occhi; ma è grazie a lui che Gesù pronuncia la sua ultima beatitudine: «Beati quelli che pur non avendo visto crederanno!». I destinatari di queste parole siamo noi lettori del vangelo, di quel «segno scritto» capace di suscitare la fede che conduce a «vivere nel Nome di Gesù», alla salvezza. Siamo dunque chiamati a sperimentare la beatitudine di chi vede Gesù con gli occhi della comunità cristiana, radunata nel giorno del Signore e in ascolto della Parola di Dio contenuta nelle Sante Scritture: la comunità e le Scritture attualizzano infatti per noi l’azione dello Spirito santo, mentre ne sono vivificate. Esse interagiscono con lo Spirito, creando una circolazione di vita che è al cuore della liturgia eucaristica: lo Spirito vivifica la chiesa rendendola corpo di Cristo, e resuscita le pagine di tutte le Scritture rendendole Parola vivente di Dio, testimonianza del Signore risorto.

 

Enzo Bianchi

Oggi si compie per voi la Scrittura
Il vangelo festivo Anno C
© 2009 San Paolo

 
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DI ENZO BIANCHI