Corpo e Sangue di Cristo

Gesù prende allora risolutamente l’iniziativa e ordina che i cinquemila uomini presenti siano fatti sedere a gruppi di cinquanta (cf. Es 18,24-26): «allora egli prese i cinque pani e i due pesci e, levati gli occhi al cielo, li benedisse, li spezzò e li diede ai discepoli perché li distribuissero alle folle». È fondamentale riconoscere l’importanza di questi quattro verbi. Sono gli stessi utilizzati per descrivere le azioni di Gesù durante l’ultima cena, quando egli prese il pane, cibo necessario alla vita dell’uomo; pronunciò su di esso la benedizione, il rendimento di grazie a Dio, attestando in tal modo che il pane è frutto della terra e della benedizione di Dio sul lavoro umano; lo spezzò, con un’azione altamente espressiva, destinata a imprimersi nella mente dei discepoli (cf. Lc 24,35); lo diede ai suoi commensali affermando: «Prendete e mangiatene, questo è il mio corpo», la mia vita, cioè: «Io mi dono a voi, affinché partecipiate alla mia stessa vita» (cf. Lc 22,19). Ed è significativo che i due discepoli di Emmaus, più tardi, riconosceranno Gesù Risorto proprio quando egli compirà queste quattro azioni (cf. Lc 24,30-31), segno di una vita spesa, consegnata, spezzata per amore degli uomini.

«Tutti mangiarono e si saziarono, e delle parti loro avanzate furono portate via dodici ceste»: il nostro brano si conclude con questa annotazione che testimonia la sovrabbondanza del dono di Gesù Cristo, offerto a tutti gli uomini. Gesù, dunque, è il profeta che fa segni ben maggiori di quelli del profeta Eliseo, e le dodici ceste di avanzi – dodici quante le tribù di Israele – sono segno di quella “misura buona, pigiata, scossa e traboccante” che sarà data a quelli che sanno donare e condividere (cf. Lc 6,38). Egli è davvero «il pane della vita» (Gv 6,35.48), è il Signore che nell’eucaristia, segno che sintetizza il senso della sua intera vita, ci comunica tutta la sua esistenza: sì, il sacramento del Corpo e del Sangue di Gesù Cristo infonde a chi ne partecipa le energie per vivere come egli ha sempre vissuto. Questo dovremmo ricordare ogni volta che celebriamo l’eucaristia; e a partire da questa verità dovremmo contemplare non solo il racconto della moltiplicazione dei pani, ma tutta la vita di Gesù narrataci dai vangeli, modello e traccia per la nostra esistenza quotidiana.

 

Enzo Bianchi

Oggi si compie per voi la Scrittura
Il vangelo festivo Anno C
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