Trasfigurazione del Signore

 

Ma la trasfigurazione è anche mistero di luce, che illumina tutto il corpo (Israele e la chiesa; Mosè, Elia e i discepoli) insieme al capo (cfr. Ef 1,22-23; Col 1,18). Infatti il Primo Testamento testimonia e Gesù interpreta il Primo Testamento; i discepoli, a loro volta, accolgono Gesù, accolgono la testimonianza delle Scritture e accolgono il comando del Padre in vista dell’ascolto del Figlio. La trasfigurazione può dunque essere colta anche come esperienza di ascolto della parola di Dio contenuta nelle Scritture: queste, infatti si sintetizzano in Cristo e conducono a lui; ed è lui, il Figlio amato ed eletto del Padre, che va ascoltato attraverso le Scritture. Non c’è immagine biblica più efficace per narrare l’unità della fede nei due Testamenti, la centralità di Gesù il Messia, la pienezza della rivelazione in lui, l’essere un solo corpo da parte dei credenti che nell’Antico Testamento attendevano il Messia e nel Nuovo lo confessano e lo annunciano.

E infine la trasfigurazione è mistero di trasformazione: il nostro corpo e questa creazione sono chiamati alla trasfigurazione, a diventare “altro”; il nostro corpo di miseria diventerà un corpo di gloria (cfr. Fil 3,21), e «la creazione che geme e soffre nelle doglie del parto» (cfr. Rm 8,22) conoscerà il mutamento in «cielo nuovo e terra nuova» (Is 65,17; Ap 21,1). Ciò che è avvenuto sul monte Tabor in Gesù Cristo avverrà per tutti i credenti e per il cosmo intero alla fine della storia: ecco la grande speranza che già oggi illumina il nostro cuore…

Nell’attesa di quel giorno a noi non resta che contemplare, per quanto ne siamo capaci, «il volto di Cristo su cui risplende la gloria di Dio» (cfr. 2Cor 4,6): così, «riflettendo come in uno specchio la gloria del Signore, veniamo trasfigurati in quella medesima immagine, di gloria in gloria, attraverso l’azione dello Spirito santo» (cfr. 2Cor 3,18)

ENZO BIANCHI

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