Memoria dei morti

Ma cosa significa credere in Gesù Cristo, aderire a lui? Ovvero: come vivere in modo autentico questa fede? Si tratta di «credere all’amore» (cf. 1Gv 4,16), cioè di vivere quell’amore che Gesù ha vissuto in modo pieno, compiuto. Ed è proprio in forza di questo suo comportamento quotidiano che egli, prima di andare liberamente verso la morte, ha potuto lasciare ai suoi discepoli «il comandamento nuovo»: «Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amati» (Gv 13,34). Sì, solo l’amore è in grado di combattere la morte fino a vincerla, come ha compreso con intelligenza spirituale Giovanni nella sua Prima lettera: «Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita perché amiamo i fratelli: chi non ama rimane nella morte» (1Gv 3,14). Se non amiamo i fratelli, restiamo preda della morte; al contrario, amando mostriamo di essere morti a noi stessi e vivi in Cristo, vivi della vita di Dio seminata in noi…

Di più, dopo la narrazione definitiva del volto di Dio fornitaci dall’uomo Gesù, là dove vi è un’esperienza di amore umano autentico, là è presente l’amore di Dio in noi. Quando l’amore diventa realtà tra gli uomini, allora Dio è presente e agisce più che mai; gli uomini, anche se non lo sanno, proprio nell’esperienza dell’amore sono associati all’evento pasquale – come ci ha ricordato il concilio Vaticano II (cf. Gaudium et spes 22) – e partecipano delle energie d’amore di Dio capaci di vincere la morte: questa è la grande speranza per tutti gli uomini, credenti e non credenti! Certo, vinceremo definitivamente la morte nel Regno, quando il Risorto nell’ultimo giorno ci richiamerà alla vita eterna; ma fin da ora è possibile predisporre tutto per tale evento, vivendo quell’amore che già oggi ci fa partecipare alla vittoria dell’amore sulla morte. Ecco quale dovrebbe essere il nostro esercizio quotidiano…

La specificità del cristianesimo consiste nell’annuncio che l’amore vince la morte, buona notizia che siamo chiamati a decodificare e a tradurre qui e ora, nella storia e nella compagnia degli uomini. Il Dio cristiano è amore (1Gv 4,8.16) perché è stato raccontato da Gesù, colui che ha vissuto l’amore più forte della morte: ecco perché egli è risorto, e noi, trascinati dietro a lui nella sua vita umana, possiamo fare un cammino di ritorno al Padre, un cammino che sfocerà nella vita eterna.

Enzo Bianchi

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