XV domenica del tempo Ordinario

 

E diede loro potere sugli spiriti immondi”: questo è il potere proprio di Gesù Cristo (cf. Mc 1,23-28.32-34.39; ecc.), e come tale egli lo affida ai suoi. L’unico vero scopo della missione cristiana consiste dunque nel sottrarre terreno all’azione di Satana nel mondo, attraverso parole e azioni che attingono la loro efficacia dalla potenza del Signore: “partiti, gli apostoli predicavano che la gente si convertisse, scacciavano molti demoni, ungevano di olio molti infermi e li curavano”. Quanto al come della missione, Gesù delinea alcune esigenze generali, che si possono riassumere nella radicalità necessaria per testimoniare il Vangelo. L’aspetto dell’inviato deve essere segno che quanto egli annuncia lo vive in prima persona, in un’adesione salda a Dio, il quale “sa ciò di cui abbiamo bisogno ancor prima che glielo chiediamo” (cf. Mt 6,8). Tutto deve concorrere a mostrare visibilmente la povertà, il disinteresse e il senso di urgenza che pervadono la missione: davvero lo stile di colui che annuncia il Vangelo non è estraneo all’annuncio stesso, anzi ne è costitutivo!

Questo invio in missione da parte di Gesù non riguarda solo gli apostoli, ma costituisce un preciso appello per ogni lettore del vangelo. A tutti i cristiani, infatti, Gesù affida il mandato di annunciare che in lui “il Regno di Dio si è fatto vicinissimo” (Mc 1,15) e di contrastare la potenza del demonio. Ogni cristiano è chiamato a testimoniare questo nella compagnia degli uomini, consapevole che la sua missione sarà tanto più efficace quanto più egli saprà vivere con Cristo, quale discepolo che condivide la potenza del suo Signore; fino a vivere come Cristo, in quanto Cristo stesso vive ormai in lui (cf. Gal 2,20)…

 

ENZO BIANCHI

Ascoltate il figlio amato!
Il vangelo festivo Anno B
© 2008 San Paolo

 
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DI ENZO BIANCHI 
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