Epifania del Signore 2014

I magi, obbedienti alle Scritture, pur svelate loro da nemici di quel re bambino nato da poco, vanno verso Betlemme, ed ecco ricomparire la stella che li accompagna, quasi a profetizzare che il libro della natura e quello della parola di Dio concordano e sono unanimi nel convergere verso il bambino Gesù. Nella grande gioia per questa rivelazione, giungono nella casa e trovano il bambino con Maria sua madre. Una stella nel cielo e dei credenti increduli li hanno portati fin qui, davanti a una povera, umile scena: un neonato e sua madre…

A lui offrono i loro doni più preziosi, adempiendo così le profezie riguardo al pellegrinaggio escatologico di tutte le genti, che sarebbero venute dai confini della terra ad adorare il Signore (cf. Is 2,2-5; 60; 62,1-2): l’oro che solo i re possono ricevere, l’incenso offerto a Dio nella liturgia, la mirra farmaco di vita per sempre.

Epifania, manifestazione dall’alto, rivelazione alle genti dell’identità di quel bimbo nato da Maria. Le genti, con la loro sapienza, la loro ricerca di Dio fuori dall’appartenenza al popolo di Israele e alla chiesa, hanno un orientamento, la loro ricerca del senso del senso: lo trovano in cielo? Lo trovano in terra? Lo trovano nel loro cuore e nelle loro convinzioni più profonde? Noi cristiani a queste domande rispondiamo con franchezza: sì, possono trovarlo, perché la parola di Dio non è al di là dei mari, non è al di là dei confini della terra, ma è vicina a ogni uomo, nel suo cuore e nella sua bocca (cf. Dt 30,11-14; Rm 10,6-8). Occorre solo ascoltarla e dovremmo semplicemente aiutarci a vicenda nel discernerla: noi, chiesa, Israele, genti, dovremmo aiutarci a vicenda, perché siamo tutti cercatori, tutti pellegrini, tutti mendicanti.

Enzo Bianchi