Orgoglio: e l'io diventa un idolo

Quello dell’orgoglio è il terreno in cui prospera l’io idealista, il quale vive di grandi ideali, tanto più grandi quanto più ideali, mentre prescinde da ogni riferimento alla realtà. E quanto più si sogna di sé, tanto più si è frustrati dalla mancanza di seguito altrui, al punto che, se non si riesce a realizzare il proprio progetto, con una reazione infantile si attribuisce la colpa sempre e solo all’ottusità altrui. Insomma, chi è preda dell’orgoglio non sa o non si vuole stare al proprio posto! Si comprende dunque come l’orgoglio sia in buona sostanza una forma patologica di hýbris, di tracotanza, proprio di chi rifiuta di fare i conti con le debolezze e le ombre che lo abitano, di riconoscersi come una povera e fragile creatura. Se non si contrasta con decisione tale passione, il rischio è quello di cadere in forme di malattia psichica, di vera e propria follia, complice una logica che si nutre di volontarismo e di ricerca dei meriti di fronte agli altri e a Dio; siamo infatti molto più «uniti» di quanto pensiamo, e tutti gli errori di spiritualità prima o poi si manifestano anche a livello somatico, fino a divenire vere e proprie malattie psichiche.

Pubblicato su: La Stampa