Orgoglio: e l'io diventa un idolo

Ma questa patologia personale, diventa anche un male sociale, un morbo che appesta la convivenza civile. Nella nostra cultura che si nutre di potere e di dominio, di sovraesposizione in vista del successo, della cura dell’immagine, l’io diventa facilmente idolo. C’è una pretesa dell’io che vede tutto e tutti ordinati a sé, c’è una ricerca della propria gloria che misconosce la grandezza e la dignità degli altri, c’è un appetito di potere che richiede inarrestabili ascese e rende irrilevante il fatto che questo si ottenga attraverso il disprezzo e la violazione dei diritti altrui: come possono, infatti, esistere gli altri con i loro diritti se si vede solo il proprio io? La cultura attuale si nutre di concorrenzialità, dell’individualismo sfrenato che vede nell’altro un ostacolo o un rivale. Se la libido dominandi non è frenata, se non si confronta con un limite, diventa un idolo, il più devastante a livello sociale e politico. Secondo Julia Kristeva questa è la forma culminante del narcisismo e porta l’individuo o il soggetto politico o istituzionale a guardare a se stesso come a Dio: l’esito politico è il potere totalitario, dittatoriale.

Pubblicato su: La Stampa