Ebrei e cristiani, fratelli divisi

E allora? Le preghiere che sono state proposte lo scorso anno in sostituzione di quelle pre-conciliari e che sono state rifiutate da alcuni ebrei suonano così: “Preghiamo per gli ebrei. Il Signore Dio nostro illumini i loro cuori affinché riconoscano Gesù Cristo Salvatore di tutti gli uomini … Dio onnipotente ed eterno, tu che ‘vuoi che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità’ (1Tm 2,4), concedi propizio che, entrando la pienezza dei popoli nella tua chiesa, tutto Israele sia salvato (cf. Rm 11,25-27)”. Ora, questa formulazione non è intitolata “Per la conversione degli ebrei” (come quella del 1962), non contiene nessun giudizio, nessuna offesa contro Israele, contro il popolo di Dio, il popolo delle alleanze e delle benedizioni; inoltre – occorre dirlo onestamente – non chiede agli ebrei la conversione come passaggio dall’ebraismo alla chiesa cristiana. Le espressioni della preghiera sono bibliche, come abbiamo segnalato attraverso le citazioni poste tra parentesi, e fanno parte della fede cristiana. I cristiani sperano, desiderano e quindi pregano perché tutti gli uomini giungano alla conoscenza della verità, perché tutti siano salvati, e sperano che, al momento escatologico dell’ingresso di tutte le genti nella pienezza (pleroma), tutto Israele sia salvato. Una parte di Israele ha accolto Cristo (i giudei cristiani tra i quali gli apostoli, i discepoli, lo stesso Paolo ieri, e altri giudei cristiani oggi), un’altra parte non l’ha accolto, ma la speranza è che tutto Israele conosca la salvezza, come e quando vuole Dio. Dunque questa preghiera non chiede né una missione, né tanto meno un proselitismo verso gli ebrei. E se c’è una preghiera perché gli ebrei siano salvati e giungano a riconoscere colui che noi cristiani crediamo il Cristo, il Messia promesso a loro prima che a noi, non si pensi a un’imposizione né tanto meno a una strategia per la loro conversione. Quando preghiamo, ogni nostro desiderio è sempre sottomesso al: “Sia fatta, o Dio, la tua volontà”, quindi non la nostra!

E infine vorrei ricordare che in ogni caso gli ebrei stessi pregano come preghiamo noi, con gli stessi Salmi, perché gli idolatri conoscano il vero Dio, perché tutte le genti della terra riconoscano il Dio di Israele, perché – come dice il profeta Isaia – tutti i popoli della terra vengano in pellegrinaggio ad adorare il Dio unico a Gerusalemme. Di più, anche gli ebrei nella preghiera delle “Diciotto benedizioni”, ed esattamente nella dodicesima, la cosiddetta benedizione “contro gli eretici (minim)”, secondo la volontà di rabban Gamaliel (90 d.C.), che ha introdotto il termine minim in riferimento ai cristiani, pregano: “Non ci sia speranza per gli eretici”…

Pubblicato su: La Stampa