Perchè uomini e animali sono compagni di viaggio

 

In attesa di quel giorno, mentre vediamo un animale soffrire, il nostro cane morire, gli uccelli sul davanzale che mangiano le briciole del nostro pane, dobbiamo credere che Dio «si dà pensiero» degli animali (cf. Mt 6,26; Lc 12,24; 1Cor 9,9); che Dio ha pietà degli animali presenti nella Ninive che è questo mondo (cf. Gn 4,10-11); che Dio dà loro il cibo nel tempo opportuno perché si sazino (cf. Sal 104,27-28). Davvero, noi uomini dovremmo saper riconoscere negli animali dei «compagni di viaggio». L’immagine biblica di Tobia che parte per un lungo viaggio accompagnato da un angelo e dal suo cane è parabola del nostro cammino sulla terra, durante il quale gli animali, non solo gli «angeli custodi» o – ma non sempre è dato! – gli altri uomini, ci sono compagni. Gli animali sono una presenza, e spesso, soprattutto per le persone più povere e semplici, sono aiuto, compagnia e consolazione: sì, gli animali sono compagni di viaggio degli uomini.

Enzo Bianchi

Pubblicato su: La Repubblica