Tentazioni. Quando si fa quel che si odia

 

Le radici della riflessione sulla lotta spirituale si trovano nella Scrittura. Fin dalle prime pagine della Genesi, l’Antico Testamento conosce il comando a dominare l’istinto malvagio che abita il cuore umano: «Il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è la sua brama, ma tu dominalo» (Gen 4,7); «l’istinto ( jezer) del cuore umano è incline al male fin dall’adolescenza» (Gen 8,21). Questa lotta è talmente necessaria che nemmeno Gesù vi si è sottratto, e il suo confronto nel deserto con il Tentatore ce lo mostra chiaramente (Mc 1,12-13; Mt 4,1-11; Lc 4,1-13). Anzi, come Gesù, subito dopo essere stato battezzato da Giovanni, ha conosciuto l’assalto di Satana, così ogni battezzato dovrà attendersi una dura opposizione da parte dell’Avversario, che cercherà di distoglierlo dal suo cammino di sequela. Per il cristiano, dunque, la lotta spirituale è un’esigenza insita nel battesimo e concorre a definire la sua stessa identità di fede: «Con il battesimo il cristiano si impegna a rimanere sempre in tenuta militare, a indossare cioè quelle che Paolo chiama 'armi di giustizia' (Rm 6,13-14) e 'armi della luce' (Rm 13,12)».

Sviluppando queste istanze, il Nuovo Testamento si sofferma a più riprese sulla descrizione della vita cristiana come lotta. Non si tratta di una lotta contro altri uomini, bensì contro le dominanti del male e del peccato (Ef 6,10-17): è la «lotta della fede» (1Tm 6,12), che cioè nasce dalla fede e a essa tende (2Tm 4,7); è una lotta interiore che il credente deve mettere in atto per opporsi alla «legge del peccato che fa guerra alla legge di Dio» (Rm 7,22-23), alle «passioni che combattono nelle sue membra» (Gc 4,1), ai «desideri della carne che fanno guerra all’intera vita» (1Pt 2,11).

Questo combattimento ha come avversario «il peccato che ci assedia» (Eb 12,1); le cosiddette «potenze dell’aria» (Ef 2,2), indicate con nomi diversi (Ef 6,12); «il diavolo» (Ef 6,11), «il Maligno» (Ef 6,16): in una parola, tutte le forze malefiche, interne o esterne al cristiano, che cercano di ricondurlo alla sua condizione pre-battesimale di idolatra.

Pubblicato su: Avvenire