Che cosa significa mangiare insieme

In questo senso, elemento essenziale è la convivialità attorno alla tavola, luogo straordinario di umanizzazione, di ascolto reciproco, di scambio della parola, luogo dove dire sì alla vita con le sue fatiche, le sue sofferenze, le sue gioie e le sue speranze. Abbiamo bisogno di questo “sì”, di dire “grazie” e vivere la gratitudine verso la terra, verso gli altri, verso Dio se credenti, e di dirlo “insieme” cercando una gioia comune, condivisa. Perché sia conviviale, la tavola va preparata innanzitutto con la volontà precisa di invitare qualcuno a condividere il cibo che prepariamo: i parenti, ma anche gli amici, qualcuno che amiamo e rischierebbe di fare Natale da solo o in una situazione che non potrebbe renderlo contento. Solo dopo aver definito i commensali, si può pensare ai cibi da preparare: cibi capaci di esprimere “straordinarietà”, eccesso di bontà da gustare e cantare, cibi che, allietati dal vino, possono favorire una sobria ebbrezza: non un vino qualsiasi, non necessariamente il più costoso, ma quella bottiglia preziosa tenuta in serbo per gli amici, aperta per l’occasione, profumo e gusto fuori dall’ordinario.

Convivialità a tavola significa spazio, tessuto, mosaico di parole scambiate e di immagini create, racconti che seducono. Lì tutti sono uguali, con le stesse possibilità di prendere cibo e di intervenire con la parola: bambini e vecchi, uomini e donne, invitanti e invitati. L’uno parla, l’altro ascolta mentre si mangia: parole che si intrecciamo fino a spegnere ogni diffidenza. E qui occorre l’arte di chi presiede la tavola: l’arte del favorire l’esprimersi di tutti, del disinnescare i rapporti di forza, del contenere con delicatezza i chiacchieroni, dello stimolare i più timidi; l’arte di creare quel clima festoso in cui possono spegnersi i ricordi non buoni, gli antichi contrasti, i rancori taciuti. Come nel pranzo di Babette. Così si scoprono gli altri e li si conosce di più... La convivialità è terreno fertile per esercitarsi in rapporti affettivi che diano gusto alla vita, che ci rallegrino nella faticosa quotidianità che appesantisce tanti nostri giorni...

Pubblicato su: La Repubblica