"Tu sei Pietro"

 

Ma la saldezza, la solidità della “roccia” che è Pietro è scossa, messa alla prova e contraddetta dalla passione e morte di Gesù: di fronte all’apparente fallimento della missione del Messia, figlio di Dio, Pietro finisce per venir meno e rinnegare colui che pur aveva promesso di seguire anche nella morte violenta. Nella scena di Gesù che, in mezzo alle guardie che lo hanno arrestato, si volta a guardare Pietro che lo ha appena rinnegato per la terza volta e che, di fronte a quello sguardo e al canto del gallo, scoppia in lacrime, abbiamo l’immagine più esplicita della grandezza e dell’umanità di quel povero pescatore di Galilea: Pietro è il peccatore che si converte, che si pente e sa piangere il proprio peccato. Già in altri episodi evangelici, a ogni promessa fatta da Gesù a Pietro corrisponde un’infedeltà o una inadeguatezza del discepolo – in un’occasione Gesù arriva perfino a chiamarlo “Satana” – ma ad esse fa seguito il pentimento e la riconferma della fiducia da parte di Gesù. Potremmo dire che la saldezza di Pietro non gli viene da capacità umane ma dalla misericordia che il Signore gli manifesta e dalla capacità di riconoscere la propria condizione di peccatore e di accogliere il perdono di Gesù.

Pubblicato su: Corriere della Sera