Papa Francesco, un'altra chiesa è possibile

Ma abbiamo bisogno anche di una chiesa sinodale, nella quale cioè si cammina insieme, papa, vescovi, presbiteri, popolo di Dio. Il Vaticano II ha espresso delle linee che, in seguito sviluppate, hanno dato luogo alla cosiddetta “ecclesiologia di comunione”; ma la comunione vera, ordinata, efficace, richiede che il ministero di chi presiede venga esercitato in una sinodalità in cui tutti sono ascoltati per quanto li riguarda, tutti sono soggetti che hanno diritto alla presa della parola, tutti sono chiamati all’unità, alla comunione che può essere donata dallo Spirito santo, il quale compagina la pluralità in unità. È in questa sinodalità che le chiese delle periferie potranno far sentire la loro voce al centro e potranno affidare le loro acquisizioni e la loro testimonianza a chi è incaricato del servizio di comunione tra le chiese e della conferma di esse nell’unità. Nella sinodalità potranno anche aprirsi cammini di sussidiarietà, essa pure così necessaria per un’unità rispettosa delle differenze, dei doni e dei carismi plurali che il Signore concede alla chiesa.    

Infine, la mia personale attesa è quella dell’unità di tutti quelli che confessano Gesù Cristo come Signore e Figlio di Dio, esegesi del Dio che nessuno ha mai visto né può vedere se non nell’al di là della vita terrena. L’ecumenismo deve essere non un’opzione nella chiesa, ma semplicemente la condizione per essere cristiani: questa è stata la volontà del Signore, e quindi il riconoscimento di chi è battezzato come membro dell’unico corpo di Cristo deve trovare vie di manifestazione concreta ed essere dinamismo di una comunione che “l’amore”, che “è la prima verità”, deve confermare.   

 Sì, vengono tempi in cui “la Parola di Dio non è rara” (cf. 1Sam 3,1), in cui “regna la pace nella chiesa” (cf. At 9,31), tempi in cui si cerca la comunione all’interno della chiesa e la solidarietà con tutti gli uomini. La chiesa esca da se stessa, sia “estroversa” perché guarda non a sé ma al suo Signore e ai volti del Signore nella storia: gli uomini e le donne, e tra di loro gli ultimi, soprattutto i poveri.

ENZO BIANCHI

Pubblicato su: La Stampa