Cercare insieme la verità

 

Per chi è cristiano c’è una risposta da dare alle parole di Gesù: “Ma voi, chi dite che io sia?” (Mc 8,29). E il cristiano sa che questa risposta si può solo dare nella fede, cioè se avviene la ri-velazione, se Dio alza il velo e concede di “contemplare l’umanità di Gesù” come immagine del Padre. È allora decisivo da parte di ciascuno ascoltare questa domanda, non essere soddisfatto e chiuso in una autoreferenzialità incapace di ricerca e di ascolto, e quindi obbedire alla propria coscienza. Il cristiano sa che ogni essere umano è a immagine e somiglianza di Dio, quindi capace di avere in sé il senso del bene e del male, capace di accogliere la luce e di combattere le tenebre. Gesù di Nazareth per i cristiani è il racconto di Dio narrato nella sua vita umana, per gli altri è un uomo intrigante, un uomo singolare che ha saputo, come dice Scalfari, “amare gli altri più di se stesso”. Sì, per i cristiani Gesù è risorto dai morti, ha vinto la morte, ed è questo il fondamento della loro fede; per gli altri resta una domanda: ci interessa o no che l’amore vissuto fino all’estremo possa vincere la morte?

L’augurio è che ciascuno di noi, nelle semplici realtà quotidiane in cui si ritrova, possa riprendere e proseguire questo dialogo: un confronto che non è riservato agli specialisti, perché riguarda la vita. E ciascuno di noi è uno specialista, un esperto della vita. Ciascuno di noi ne conosce il valore e i limiti, sa cosa sia per lui e per quanti ama il vivere, il con-vivere, il morire. Ciascuno di noi sa anche cosa significhi camminare sulle strade della vita e come il camminare insieme possa aiutare a compiere passi che, intrapresi in solitudine, avrebbe considerato impossibili.

Enzo Bianchi

Pubblicato su: La Repubblica