Contro le tre libido: resistere

 

Se non è frenata e se non riceve un limite, la libido dominandi diventa l’idolo più devastante a livello sociale e politico. Secondo Julia Kristeva, esso è la forma culminante del narcisismo e porta l’individuo o il soggetto politico o istituzionale a guardare a se stesso come a Dio. Ma l’esito socio-politico di un narcisismo estremo è il potere totalitario, dittatoriale. Un’istituzione, un partito, un sistema che faccia di se stesso e della propria sopravvivenza l’unico fine, anzi che si ritenga depositario dell’unico e vero bene per tutti, bene che dunque potrà e dovrà essere imposto a tutti, diventa liberticida. Cioè incapace di accettare che vi sia chi prende e mantiene una distanza da esso, chi custodisce un’alterità, una diversità. Non a caso una società come la nostra, in forte condizione di instabilità e di crisi, carente di ideali collettivi, sfilacciata nel suo tessuto sociale, con perdita di fiducia nelle istituzioni politiche, vede sorgere il culto della personalità e crescere i fenomeni della personalizzazione e della spettacolarizzazione di tutti i poteri. E diventa così terreno di possibili soluzioni politiche “idolatriche”.

Di fronte a questi rischi decisivi, la lotta interiore è il cammino attraverso il quale, nello spazio della libertà e dell’amore, si apprende l’arte della resistenza alla tentazione e l’arte della scelta. Avere un cuore unificato, un cuore puro, sensibile e capace di discernimento, un cuore che custodisce e genera pensieri d’amore: ecco lo scopo del combattimento e della resistenza interiore, arte davvero appassionante. È necessaria una grande lotta anti-idolatrica per essere liberi di servire e amare ogni uomo, ogni donna, ogni creatura; insomma, per giungere a fare della nostra vita umana un capolavoro.
In definitiva, l’opera d’arte che ciascuno è chiamato a fare della propria esistenza dipende essenzialmente dalla sua capacità di relazione con se stesso, con Dio, con gli altri e con le cose, all’insegna di una lotta quotidiana per tendere alla comunione. Sì, la vita cristiana, ma anche la vita umana, umanizzata, comporta una lotta senza tregua contro le seduzioni idolatriche. Questa disciplina è certamente faticosa, al punto che Arthur Rimbaud osava definirla “dura quanto la guerra tra uomini”: eppure è ciò che introduce alla bellezza e alla qualità della vita personale, in vista di una miglior qualità della convivenza umana.

Enzo Bianchi

Pubblicato su: La Stampa