Caro Diogneto - 38

 

Sì, allora era possibile nella sinagoga «dare la parola» a qualcuno. Oggi invece tutto questo pare impossibile, e non perché sia vietato ma perché non si cercano modalità adatte, non si vuole esercitare l’intelligenza per pensare e creare nuove possibilità. La pigrizia e il ripetere «così si è fatto sempre» sembrano paralizzare la vita ecclesiale delle nostre comunità. Quasi tutti sono convinti di dover dare un contributo, di dover essere responsabili, di dover essere cristiani adulti, cioè maturi nella fede, pensanti, ma poi le occasioni per esprimere questa verità sembrano mancare. Solo in alcuni momenti si è cercato di innestare questa prassi, che appare di diritto per ogni comunità cristiana; d’altra parte, va anche detto che quando le cose avvengono perché ci si sente autorizzati a «rapirle» e non a esercitarle in pace e con diritto, questo modo di procedere è causa di patologie all’interno della comunione cattolica. Ma non teniamo confinata la parola dei battezzati a qualche intenzione durante la preghiera dei fedeli, altrimenti se ne distorce la natura e si finisce per ascoltare frasi intricate e omiletiche che nulla hanno dell’invocazione.

Se però vogliamo delle comunità cristiane in cui i fedeli non siano solo quelli che in parrocchia svolgono servizi, ma siano in grado di edificare la comunità cristiana con i loro doni, anche nello spazio liturgico che è il grembo originale della nascita, dell’educazione, del discepolato e della sequela del Signore, allora occorre pensare e cercare… Si ripete spesso che le nostre liturgie sono noiose, asfittiche, segnate da un massiccio clericalismo. Invece di indulgere a questa sterile lamentela, si cominci a riconoscere che ci sono dei semplici fedeli che possono avere voce e prendere la parola, pur sotto un’unica presidenza eucaristica, quella del presbitero in comunione con il vescovo. Si trovino le forme convenienti, tutto avvenga con ordine e decoro, salvaguardando la dignità del rito: ma si dia la parola!
A volte mi dico che se Gesù o Paolo oggi entrassero in una nostra assemblea, non ci sarebbe modo di dare loro la parola…

ENZO BIANCHI 

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