Caro Diogneto - 42

  

Quanto al vangelo, per noi cristiani non è una legge, ma la parola che ci racconta Gesù Cristo, il “narratore” di Dio (cf. Gv 1,18): non possiamo quindi mai disgiungere il vangelo da Gesù Cristo perché anche del Signore possiamo avere, custodire, amare un’idea, un’immagine forgiata da noi stessi o da un’ideologia che  chiamiamo magari spiritualità. E per noi umani, più l’immagine di Dio o di Cristo è nostra, forgiata da noi, più la amiamo e la difendiamo fino all’aggressività, fino a imporla agli altri: infatti è un nostro idolo!

La mia ormai lunga vita mi ha fornito una buona esperienza in proposito: sono nato e cresciuto in una famiglia in cui si ripeteva che Gesù Cristo era “il primo socialista”, sono approdato all’università quando lo si considerava un “figlio dei fiori”, un hippy, ho terminato gli studi con Gesù “guerrigliero” a favore dei poveri, per poi incontrare ancora diverse immagini di lui che avevano tutte la stessa caratteristica: non erano aderenti al vangelo. Immagini forse più contemporanee, ma pur tuttavia idoli falsi. No! Gesù Cristo è il vangelo e il vangelo è Gesù Cristo: è il vangelo l’unica testimonianza autentica che la chiesa custodisce del suo Signore!

Per la sequela del Signore occorre dunque ricevere la fede conformemente al vangelo e non nutrire una fede in Cristo a nostra misura. Partendo da lì è poi necessaria la lotta spirituale, l’ascesi, il dominio di sé e, sempre e soprattutto, la prassi della carità verso gli altri: una carità sempre piena di misericordia e di giustizia, una carità che sa riconoscere l’altro nella sua alterità. Per essere davvero “cristocentrici”, cioè per porre Cristo al centro della vita personale, ecclesiale, sociale, occorre assolutamente diventare conformi a Cristo, “vivere come lui ha vissuto”(cf.1 Gv.2,6), altrimenti nominandolo soltanto, magari con forza, fino a gridarlo, finiamo per fare sì che il suo nome sia bestemmiato tra le genti ( cf. Ez 26,20-22; Rm 2,24).

Soprattutto chi svolge funzioni pastorali nella chiesa o pubbliche nella società vigili sul proprio comportamento e sullo stile di vita se non vuole essere di scandalo, di inciampo per i “piccoli” che nella loro semplicità credono ancora che un cristiano è tale se lo si vede tentare ogni giorno, di vivere come Gesù di Nazaret.

ENZO BIANCHI

  • 1
  • 2