Commento al Compendio del Catechismo - 7

 

La chiesa inoltre prega i Salmi perché sono stati la preghiera quotidiana degli apostoli e degli autori del Nuovo Testamento, che hanno riconosciuto in essi la profezia degli eventi della passione, morte e resurrezione del Messia Gesù. Senza dimenticare che, ben presto, questi testi furono usati nelle assemblee liturgiche cristiane come profezia del mistero di Cristo. E così, attraversando i secoli, l’uso dei Salmi nella liturgia è giunto fino a noi. Memore di questa ininterrotta tradizione, chi prega i Salmi con consapevolezza – sia nella preghiera comunitaria sia in quella personale – deve sentirsi in comunione con tutti coloro che li hanno ripetuti con amore. I Salmi sono preghiera di Israele, di Gesù e della chiesa, anzi di tutte le chiese, sono preghiera ecumenica per eccellenza, che unisce la radice (Israele) e i rami (le chiese).

Per questo la grande tradizione cristiana attesta che il Salterio è una componente irrinunciabile della preghiera della chiesa: comprendiamo dunque perché ancora oggi i Salmi costituiscano l’ossatura della liturgia delle ore e siano utilizzati in forma responsoriale nella liturgia eucaristica, attuando il passaggio tra Antico e Nuovo Testamento.

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