Commento al Compendio del Catechismo - 26

 

Luogo ordinario della sequela di Cristo, la famiglia può anche svolgere il prezioso compito di aiutare l’intera comunità cristiana a mettere a fuoco l’essenziale della vita nello Spirito, e dunque della preghiera che ne è il cuore. Se in essa “si esercita in maniera privilegiata il sacerdozio battesimale” (CCC 1657), in essa si vive anche l’essenziale della fede e della “preghiera che nasce dalla fede” (Gc 5,15). Il credente che vive la sua fede nella famiglia è chiamato a semplificare la propria vita di relazione con Dio, centrandola su ciò che di essa è veramente costitutivo: la fede, la speranza, la carità, la preghiera, l’ascolto della sua Parola, la liturgia, la fatica della conversione, la lotta contro la potenza degli idoli.

La vita famigliare, nel suo semplice svolgersi quotidiano, è infine ascesi, cioè esercizio, apprendistato a realtà umanissime – non a caso il Concilio definisce la famiglia “scuola di una più ricca e completa umanità” (Gaudium et Spes 52) – che, lette con intelligenza, si rivelano anche quelle decisive per la relazione di preghiera con Dio: l’ascolto, la pazienza-perseveranza, il dialogo, l’attesa dei tempi dell’altro, il sacrificio…

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