Parole e gesti di papa Francesco - Udienza generale del 24 aprile 2013

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Commento di ENZO BIANCHI
"Guardare al giudizio finale non ci faccia mai paura, ci spinga piuttosto a vivere meglio il presente". Così il giudizio svelerà la verità profonda della nostra vita quotidiana, il nostro vivere o meno l’amore nell’oggi
Famiglia cristiana, 5 maggio 2013
commento di ENZO BIANCHI

Guardare al giudizio finale non ci faccia mai paura, ci spinga piuttosto a vivere meglio il presente.

 
            Liberare l’immagine del giudizio finale dalla paura, affinché possa sprigionare nell’oggi tutte le energie di vita buona che ogni brano del Vangelo, anche se duro, contiene.

Questo il fine della catechesi di papa Francesco. Le parole di Gesù sul giudizio sono lì a ricordarci che nell’ultimo giorno ciascuno, indipendentemente dal suo essere o meno discepolo di Cristo, sarà giudicato solo sull’amore, a ciascuno sarà chiesto di rendere conto del servizio praticato verso i fratelli e le sorelle, dell’amore mostrato verso tutti, a partire dai più bisognosi, gli ultimi, le vittime della storia e dell’ingiustizia. Così il giudizio svelerà la verità profonda della nostra vita quotidiana, il nostro vivere o meno l’amore nell’oggi! In quel giorno, di fronte alle nostre mancanze, sappiamo di avere accanto a noi un “avvocato” e un intercessore, Gesù figlio di Dio e nostro fratello, e potremo affidarci al perdono di Dio manifestato in Lui. Il giorno del giudizio – dice l’apostolo Giovanni – è il giorno in cui abbiamo fiducia, perché “Dio è più grande del nostro cuore, anche quando il nostro cuore ci accusa” (1Gv 3,20). Nessuna paura, dunque, ma impegno ad agire oggi con bontà, giustizia e misericordia, come il Signore ci chiede.

 



Udienza generale di papa Francesco
24 aprile 2013