Il libro dei testimoni

Una inversione di tendenza si è avuta con la diffusione sempre più convinta del movimento ecumenico. La contraddizione all'Evangelo rappresentata dalle divisioni tra cristiani è balzata finalmente agli occhi di tutti. Giovanni Paolo II, in uno dei brani giustamente più citati della Tertio millennio adveniente (n. 37), osserva: «La Chiesa è diventata nuovamente Chiesa di martiri... La testimonianza resa a Cristo sino allo spargimento del sangue è divenuta patrimonio comune di cattolici, ortodossi, anglicani e protestanti... L'ecumenismo dei santi, dei martiri, è forse il più convincente». Nella enciclica Ut unum sint (n. 84) c'è un chiarimento coraggioso e decisivo: «In una visione teocentrica, noi cristiani abbiamo già un martirologio comune... Sebbene in modo invisibile, la comunione non ancora piena della nostra comunità è in verità cementata saldamente nella piena comunione dei santi. Questi santi vengono da tutte le Chiese». Ancor prima, il decreto conciliare Unitatis redintegratio (n. 4) aveva affermato: «Riconoscere le ricchezze di Cristo e le opere virtuose nella vita degli altri, i quali rendono testimonianza a Cristo talora sino all'effusione del sangue, è cosa giusta e salutare».

Speriamo che questo Martirologio ecumenico, redatto con il concorso dei rappresentanti ufficiali di tutte le Chiese, possa servire a ridare motivazioni e stimoli a coloro che desiderano fare la volontà del Signore: «Che tutti siano uno».

Enzo Bianchi

Enzo Bianchi
Il libro dei testimoni. Martirologio ecumenico
© Edizioni San Paolo, 2002

tradotto in francese

  • 1
  • 2