Gesù: una figura troppo umana?

Umanesimo evangelico
Umanesimo evangelico
I cristiani del nostro tempo non possono riconoscere Gesù vero uomo se non considerandolo come un uomo, un individuo dotato di una propria personalità e libertà, cosciente di sé in quanto uomo, soggetto responsabile della propria storia, e tutto questo credendo nel contempo che il Verbo di Dio era destinato da tutta l’eternità a identificarsi con lui nel tempo, che il Logos preparava da sempre la venuta di Gesù nella storia e si è donato a lui in modo definitivo fin dal primo istante della sua esistenza. Questo dono può essere inteso come il carattere del Figlio di Dio, impresso dal Padre nell’esistenza, nella coscienza e nella libertà di Gesù affinché egli lo riconoscesse come Padre identificandosi, da parte sua e nella sua evoluzione stessa, con la vivente Parola deposta in lui …

Gesù nella storia non ha assunto l’atteggiamento dell’intermediario tra Dio e gli uomini: non ha trasmesso oracoli né messaggi da parte di Dio, né imposto leggi a suo nome, non ha istituito di sua iniziativa un culto nuovo. Perché Dio era in Gesù: parlava agli uomini dall’interiorità di Gesù servendosi delle parole umane che Gesù rivolgeva agli altri, ed è nell’interiorità di Gesù che troviamo accesso a Dio mediante lo Spirito santo che unisce a Gesù, in un solo corpo, quelli che amano i loro fratelli come lui ha insegnato loro a fare. È nella persona e nell’evento Gesù – e in particolare nella sua morte e nella sua resurrezione – che Dio si è rivelato a noi, in modo singolare, come Dio degli uomini, Dio per noi, Dio che è amore; ed è facendoci scudo del suo Nome, mettendoci in rapporto con Dio con lo stesso tipo di relazione che Gesù ha avuto con lui, che osiamo chiamare Dio “Padre”. Dio si è rivelato nella carne di Gesù: ecco perché il rapporto, il legame che non può venir meno con quest’uomo appartiene all’identità stessa di Dio. È questa la peculiarità del cristianesimo.

Ciò che Gesù ha di eccezionale non è di ordine religioso, ma umano: proprio perché porta in se stesso l’immagine eterna del Dio invisibile, a somiglianza del quale siamo stati creati e diveniamo uomini, ci è dato di vedere la luce di Dio riflettersi dalla sua figura umana su ogni volto umano e possiamo lasciarci guidare da essa fino a Dio sulle vie di umanità che Gesù ha tracciato …

Associare “vangelo” e “umanesimo”: sfida che la fede cristiana non può rifiutare. Se la rifiutasse si chiuderebbe nel giro di breve tempo nella sua identità comunitaria, e questo la renderebbe incapace di comunicare con il mondo moderno, cioè di svolgere la sua missioneL’incarnazione, o umanizzazione del Verbo di Dio in Gesù, elemento distintivo del cristianesimo rispetto a tutte le altre religioni, lo predetermina a tenere un discorso di portata universale: il vangelo ne offre la testimonianza e un linguaggio sempre nuovo. Decidere di diffonderne il messaggio rappresenta un’opportunità, per i cristiani di questi tempi di incertezza, per scoprire un nuovo modo di stare insieme e di stare nel mondo senza cadere nella tentazione settaria, e di lavorare alla salvezza della storia, nel tempo e nello spazio della sua evoluzione, proprio in un momento in cui sembra minacciata da tragici errori. Ed è per cogliere tale opportunità che vale la pena di arrischiarsi nell’associazione tra vangelo e umanesimo.

Joseph Moingt, L’umanesimo evangelico