Uomo nuovo e uomo vecchio: lotta per la libertà e la verità

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Si affrontano da un lato lo spirito dell’uomo nuovo nato da Dio e unito allo Spirito santo e, dall’altro, il corpo ribelle con cui l’anima è alleata nell’uomo vecchio. In questa lotta, il vangelo pone i comandamenti e le mosse pratiche che servono a liberare lo spirito dell’uomo nuovo dal dominio del corpo alleatosi con l’anima, i quali insieme formano quell’unica entità che è l’uomo vecchio, l’uomo del peccato, delle passioni, della vanità e della falsa libertà.

Per quest’uomo la propria vita è al centro di tutto: pensiero e opera, amore e odio, mestizia e gioia, pace, timore e gloria e persino la sua devozione, tutto gira intorno a essa. Se opera, è per essere incensato. Se non è lusingato allora detesta l’agire. Se ama, è perché il suo ego ha trovato soddisfazione, gioia e onore. E se il suo ego non è a suo agio e non è onorato, allora odia perché non ha ottenuto ciò che voleva.

Si rattrista allorché viene ferito e soffre perché il suo ego ha smarrito la sua fonte di gioia. Gioisce perché ha portato a compimento la sua passione, ha ottenuto la sua gloria e il suo piacere. È in pace quando le circostanze lo fanno stare tranquillo; s’intimorisce quando perde il senso di sicurezza. Combatte, scende a compromessi, veglia e si impegna per glorificare se stesso; ozia, dorme, smette di sforzarsi e di impegnarsi se all’orizzonte non c’è alcuna gloria da ottenere. Prolunga le sue preghiere, recita salmi a menadito e si applica nelle funzioni religiose per apparire santo e religioso e ottenere l’onore che spetta a Dio. Ma se non c’è alcuno ad ascoltarlo, a guardarlo e a incensare la sua autodivinizzazione, allora ecco che smette di digiunare, accorcia le preghiere, le dice in fretta e si annoia nel recitare il canone. “Per ottenere gloria dagli uomini ... essi hanno già ricevuto il loro premio” (Mt  6,2.16) …

Così Cristo ci dipinge l’ego come il vero nemico, l’unico nemico che ostacola la salvezza dell’uomo e il suo passaggio alla vita eterna. Cristo, infatti, ci ha ordinato di amare i nostri nemici ma ci ha anche ordinato di odiare noi stessi perché egli sa che soltanto odiando se stesso l’uomo può penetrare nelle profondità dello Spirito.

Se l’ego controlla e polarizza tutta l’attività dell’uomo, sia fisica che psicologica e spirituale, nello spirito dell’uomo lo Spirito santo resta imprigionato e spento. Se l’uomo, invece, domina il corpo con le sue passioni, corregge il proprio ego e lo priva di ogni potere abbassandolo fino alla polvere, allora lo Spirito santo sarà di nuovo attivo e radiante, e lo spirito dell’uomo brillerà attraverso il buio del corpo e dell’ego. Allora potrà praticare le opere della luce, gioire della salvezza e vivere per Dio.

L’uomo può scegliere tra la libertà del corpo e dell’ego una libertà, questa, che guida l’uomo verso la corruzione, il peccato e la perdizione eterna oppure limitare, dominare e soffocare ogni libertà che porta alla corruzione e al peccato. Lo spirito sarà allora libero di sprigionarsi e di riflettere la luce. Non si può avere sia la libertà dell’ego alleato con il corpo sia la libertà dello spirito unito allo Spirito santo. Bisogna, dunque, che prima l’uomo vecchio rinunci alle sue opere corrotte e a quella libertà che porta inevitabilmente al peccato di modo che l’uomo nuovo, creato secondo Dio, possa vivere secondo Dio in santità e verità.

Matta el Meskin, La gioia della preghiera