L’anima della vita

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Con questa somiglianza il Nome benedetto ha creato l’uomo, e l’ha fatto dominare su miriadi di forze e su mondi senza numero. Li ha consegnati in suo potere perché li reggesse e dirigesse secondo i più piccoli movimenti delle sue azioni, parole e pensieri, e secondo i vari aspetti delle sue direzioni, sia verso il bene sia verso il suo contrario (non sia mai!). Poiché con le sue azioni, parole e pensieri buoni l’uomo sostiene e rafforza molte potenze e i santi mondi superiori, aggiungendo loro santità e luce, come sta scritto: “Porrò le mie parole nella tua bocca … per spiegare i cieli e fondare la terra” (Is 51,16). O, come hanno detto i nostri maestri: “Non leggere tuoi figli (banajikh) ma tuoi costruttori (bonajikh)”, perché essi mettono in ordine i mondi superiori, come un costruttore mette in ordine la sua casa, infondendo loro una grande forza.

 

Ma, al contrario (non sia mai!), attraverso le sue azioni o parole o pensieri non buoni, l’uomo distrugge, incomparabilmente e senza misura, molte potenze e i santi mondi superiori, come è detto: “I tuoi distruttori e i tuoi demolitori usciranno da te” (Is 49,17). Oppure oscura e sminuisce la loro luce e la loro santità, aggiungendo forza, all’opposto, alle dimore dell’impurità.

Questo vuol dire che “Dio creò l’uomo a sua immagine, a immagine di Dio”, “poiché a immagine di Dio fece l’uomo”. Come egli è “Dio”, ossia Padrone delle potenze che si trovano in tutti i mondi, e le dispone e dirige in ogni momento secondo la sua volontà, così ha affidato all’uomo il potere di aprire e chiudere molte migliaia di miriadi di potenze e di mondi. L’uomo, secondo le più piccole disposizioni delle sue direzioni in ogni ambito, in ogni tempo e momento, grazie alla radice superiore dei suoi atti, parole e pensieri, è come se fosse lui stesso il Padrone delle loro potenze.

Infatti i nostri maestri hanno insegnato: “Dice rabbi Aqiva, in nome di rabbi Jehudà bar Simon: Quando Israele fa la volontà di colui che è onnipresente, aggiunge forza alla potenza dell’Alto, come si dice: In Dio aggiungiamo forza (Sal 60,14). Quando, invece, Israele non fa la volontà dell’Onnipresente, se così si può dire indebolisce la grande forza dell’Alto, come è scritto: Indebolisci la Roccia che ti genera (Dt 32,18)”.

In molti passi, anche il santo Zohar afferma che i peccati degli uomini producono come delle brecce in Alto o al contrario, come abbiamo detto sopra. È quanto dice il passo: “Date forza a Dio!” (Sal 68,35). Per esempio, lo Zohar intende così il passo di Giobbe: “Un giorno i figli di Dio vennero a presentarsi contro Jhwh” (Gb 1,6). Quando gli angeli intendono opporsi alle azioni di Israele, di fatto si oppongono anche a Dio. Perché, quando Israele compie delle azioni non buone, se così si può dire indebolisce la forza del Santo – sia benedetto –, mentre quando compie delle azioni buone, dà forza e potenza al Santo – sia benedetto –. Perciò sta scritto: “Date forza a Dio”. In che modo? Con delle azioni rette. E a proposito si dice “a Dio”, oppure “in Dio”: perché si deve intendere il Padrone di tutte le potenze.

Hajjim di Volozhin, L’anima della vita. Nefesh ha-hajjim