Immagine di Dio: l’essere umano

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Dio è nel mondo là dove c'è l’uomo! Ecco perché all’uomo è concesso il dominio all’interno del creato (Gen 1,26), ma non si tratta di una potestà che autorizza l’uomo a spadroneggiare o di cui può abusare: in tutto questo egli è e deve restare il rappresentante di Dio, del Creatore, di Colui che crea continuamente mantenendo in vita il creato.

 

Nell'annuncio si tratta di un uomo, un umano; nella realizzazione è l'uomo, con un’identità precisa data dall’essere maschio e femmina. L’uomo è dunque creato maschio e femmina: due uguali con una differenza manifesta che è la sessualità … Il principio maschile e femminile non sono semplicemente esteriori l’uno all’altro, ma sono aspetti interiori nella stessa persona, uomo o donna che sia, e questo è verificabile a livello biologico. Principio maschile e principio femminile sono compresenti in ciascuna persona e il sesso è determinato dalla predominanza di un fattore sull’altro. E questo è un processo che avviene a livello fisico e a livello psicologico. In ciascuno vi è perciò unità e nello stesso tempo dualità. C’è unità perché l’uomo è uno, c’è dualità perché questa unità si differenzia in maschile e femminile …

Il testo della Genesi vuole sottolineare che l’uomo e la donna costituiscono insieme l’essere fondamentale. L'immagine di Dio non è davvero una qualità accidentale ma costitutiva dell’essere uomo: sia il maschio che la femmina, sia l’uomo che la donna sono essenzialmente costituiti ed esistono in quanto immagine di Dio. L'essere immagine di Dio coincide dunque con la stessa creaturalità umana definita interamente e radicalmente come relativa a Dio.

L’essere a immagine e somiglianza di Dio significa innanzitutto che l’uomo è un essere relazionale con Dio e con gli altri. E certamente in questa relazione con Dio e con gli altri è centrale la relazione uomo-donna. La relazione con Dio costitutiva dell’uomo non dipende solo dalla fede, ma è già posta nell’azione creatrice di Dio e nemmeno il peccato con la sua forza devastante può rompere e annullare questa originaria relazione.

Ma la relazionalità è costitutiva anche tra gli uomini (l’uomo è se è in relazione) e si esprime innanzitutto nella differenziazione sessuale. L’uomo in quanto tale non esiste affatto, ma esiste in quanto maschio e femmina e trova la sua pienezza di senso soltanto nell’essere l’uno con l’altro e l’uno per l’altro dei due. Gli uomini sono immagine di Dio, ciascuno di loro, nell’umanità di cui fan parte e che essi rappresentano, in sé, se sono uniti e se si completano con amore accettando la differenza reciproca. In quanto immagine di Dio l’uomo e la donna esistono come responsabili di fronte a Dio, destinati a essere alleati di Dio. È troppo dire che l’uomo si realizza pienamente come immagine di Dio solo quando trova e realizza l’incontro con il partner dell’altro sesso, ma si può certamente dire che il legame tra maschio e femmina è immagine dell’alleanza di Dio con l’uomo, è figura dell’amore di Dio, della sua forza creatrice e della sua fedeltà.

Enzo Bianchi, Adamo, dove sei?

 

16 06 28 libri valigia scura