Gesù ci segue, ci stringe, cammina con noi

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Gesù, incessantemente sospinto dallo Spirito nei deserti del mondo, continua senza sosta a passare in mezzo a noi, chiamando alla sua sequela e attirando sulle sue orme di Uomo universale anche quelli che non conoscono il suo nome ma amano condividere lo stesso pane. Può sembrare strano che, anche dopo essere risalito presso il Padre con la sua ascensione attraverso i cieli, egli continui a camminare lungo le strade degli uomini …

 

Lo si rivede in un altro luogo e in un altro momento, là dove aveva chiamato i discepoli la prima volta; eccolo nuovamente alla loro ricerca, per una storia che sta ricominciando. Eppure aveva preso congedo da loro nella debita forma e nel modo migliore, aveva consegnato il suo ultimo messaggio, affidato il mandato della missione, rimesso i suoi pieni poteri, consegnato lo Spirito santo; poi aveva ripreso il viaggio interrotto verso la casa del Padre, e anche gli apostoli erano rientrati a casa; Pietro aveva abbandonato il pastorale per le reti di pescatore, tutti avevano ripreso le abitudini di prima della “grande avventura”: il fallimento della missione di Gesù incombeva su quella dei discepoli.

Ma ecco che lui rientra in scena sulle rive del lago di Tiberiade … Anche oggi coloro che credono in Gesù possono riconoscere, alla lettura di questa scena sulle rive del lago, qualcosa che hanno già vissuto o che stanno per vivere o che può loro capitare: nell’incontro con un amico, o anche con uno sconosciuto, nell’amicizia condivisa, in un consiglio dato o ricevuto, un incoraggiamento, un segno di compassione, nella comunione di ciò che si vive e nella ricerca di ciò per cui si vive, in ogni scambio di profonda umanità, una fede attenta può riconoscere Gesù che passa anonimo, che ci ha resi più veri, più forti, più fraterni, più umani, che ha cambiato e riorientato la nostra vita o il nostro sguardo su ciò che ci circonda e ci attira. Anche quando non vengono tenuti discorsi religiosi il cristiano non dubita del passaggio di Gesù, perché gli è stato dato di credere in qualcun altro che a sua volta ha creduto in lui, e in questo farsi fiducia reciproco ciascuno dei due interlocutori si è sentito superato dalla verità che transitava dall’uno all’altro. In ogni scambio che avviene sotto il segno della gratuità passa la gratuità assoluta dell’amore di Gesù, che misteriosamente salva chi la condivide.

Il pasto sulla riva del lago è una storia che si ripete in ogni luogo e in ogni tempo, sempre la stessa benché nelle forme più diverse e con i protagonisti più impensati. Infatti, congedandosi dai suoi amici Gesù dice: “Io sono con voi fino alla fine dei tempi” (Mt 28,20); in altri termini: ora che sono liberato da ogni vincolo della carne, sono libero di passare da dove voglio finché voglio, entrando e dimorando in incognito anche presso coloro che credono di avermi chiuso la loro porta, e seguo ognuno da vicino sulle strade della sua esistenza precedendolo su quelle della vita eterna, tanto numerose e diverse quanto lo sono i destini degli uomini, e ciò nonostante simili, grazie alla verità che ne fa una cosa sola. Infatti Gesù, sfidando la morte che gli era inflitta, è divenuto il fratello universale, così somigliante a coloro sui quali incombe la sua stessa sorte, che nessuno può cercare e meno che mai raggiungere, una verità che non sia quella di lui.

Joseph Moingt, L’umanesimo evangelico