Cambiare pensiero

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Il significato originario della parola “conversione” (in greco metánoia) è “cambiamento del modo di pensare”, ovvero “trasformazione nello Spirito”: è un rinnovamento dell’intimo della persona, rinnovamento donato da Dio dopo il battesimo mediante la confessione. Si tratta di un innalzamento continuo della natura umana che necessita della percezione del peccato, del pentimento rispetto a esso, della confessione. Sono tutte situazioni in cui, umiliandoci, impariamo l’umiltà. La conversione è la concretizzazione del detto evangelico: “Chi si abbassa sarà innalzato” (Lc 18,14). Più ci umiliamo, più ci innalziamo e ci trasformiamo. La conversione e quindi un’operazione di trasformazione continua.

L’anima che non pratica la trasformazione interiore mediante la contrizione verso Dio, non accoglie la grazia. Questo può essere indice di una “sclerocardia” e può essere sintomo di morte. Da qui deriva l’estrema importanza della conversione come azione di vita o di morte simile al battesimo. La conversione è il frutto della grazia del battesimo e da esso trae la sua forza misteriosa. Colui che non pratica la conversione è come se non avesse mai ricevuto il battesimo, nel senso che o la conversione dà efficacia al battesimo oppure la non conversione è come se lo annullasse.

“Il dono delle lacrime” (cioè il piangere per i propri peccati) è il segno di una conversione fruttuosa. Pertanto le lacrime indicano in maniera misteriosa la vera gioia e la prova di ciò ce la danno le parole del Signore: “Beati voi, che ora piangete, perche riderete” (Lc 6,21). Le lacrime piene di speranza rientrano nel mistero della conversione perché sono la prova che il penitente è entrato nella grazia e sono simbolo e indice nascosto che ha raggiunto lo stato della gioia vera. Le lacrime sono l’annuncio che è avvenuto un cambiamento interiore. Esse, quindi, sono anche la prova del mistero e della potenza della conversione. Ma non immaginatevi che sia possibile ricevere le lacrime di conversione senza che ci sia una consacrazione della volontà e un desiderio perpetuo di volgere il cuore a Dio. Qui si tratta della libertà dell’uomo. È necessario che noi abbandoniamo la vita di peccato e, quando dedichiamo la nostra vita a Dio mediante l’amore, è allora che viene aperta la porta di tanti doni tra cui quello delle lacrime.

Matta el Meskin, Ritrovare la strada