L'occhio di Dio

14 10 19 dio immagineNelle pagine dell’Antico Testamento ci si imbatte facilmente nella formula “agli occhi di Dio” accompagnata da espressioni come “giusto/ ingiusto”, “piccolo/grande”, “puro/impuro “, “prezioso”. Questa formula significa il giudizio ultimo, la misura di verità: ciò che si è agli occhi di Dio lo si è non relativamente o superficialmente, ma secondo un metro assoluto; non sul piano dell’apparire ma su quello dell’essere. Perché lo sguardo di Dio istituisce uno spazio che è la verità esistenziale, così che vivere è per l’uomo “camminare alla presenza di Dio” (Sal 116,9).

Il vedere giudicante di Dio è onnipenetrante e infallibile; nulla gli si può sottrarre e nessuno può contestare la sua verità. Fare quello che è male agli occhi di Dio: è una formula che accompagna e quasi definisce, per lo storiografo-teologo di Israele, la vicenda della sua monarchia (cf. 1Re 15,5.11.26; 16,25.30; eccetera).

L’uomo teme questo sguardo giudicante di Dio, fino a pregare di distoglierlo da lui (“distogli lo sguardo dai miei peccati”: Sal 51,11); anzi, gli stolti, non riuscendo a sostenerlo (“gli stolti non sostengono il tuo sguardo”: Sal 5,6), dicono: “Dio non vede” e “non se ne cura” (Sal 94,7), “Dio dimentica” (Sal 10,11), “Dio non c’è” (Sal 14,1), suscitando la protesta del salmista:

“Comprendete, insensati tra il popolo,

stolti, quando diventerete saggi? ...

Chi ha plasmato l’occhio, forse non guarda?

Chi regge i popoli, forse non castiga,

lui che insegna all’uomo il sapere?” (Sal 94,8-10).

D’altra parte, la storia umana non è forse iniziata con il gesto drammatico e grottesco della prima coppia che si nasconde da Dio? Dopo il peccato “l’uomo con sua moglie si nascosero dal Signore Dio, in mezzo agli alberi del giardino” (Gen 3,8), così come il loro figlio omicida dirà: “Mi devo nascondere lontano da te” (Gen 4,14). Gesto ugualmente insensato, perché Dio stanerà gli uni e l’altro dal loro illusorio nascondiglio: “Il Signore Dio chiamò l’uomo e gli disse: ‘Dove sei?’” (Gen 3,9); “Il Signore disse a Caino: ‘Dov’è Abele, tuo fratello?’” (Gen 4,9).

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A. Rizzi, Dio a immagine dell’uomo?