"Libertà a immagine di Dio"

La libertà dell'ethosOgni uomo è una persona unica, dissimile e irripetibile: è un’alterità esistenziale. Tutti gli uomini hanno una natura o essenza comune ma essa esiste solo come alterità personale, come libertà e autotrascendimento delle determinazioni naturali e della necessità naturale …

La creazione dell’uomo è opera dell’amore di Dio, non della “sua buona disposizione” ma del suo amore che costituisce l’essere come fatto esistenziale di comunione e relazione personali. L’uomo è stato creato per comunicare al modo personale di esistenza, cioè alla vita di Dio, e per partecipare alla libertà dell’amore che è la “vera vita” … Certo, l’uomo non smette di essere creatura: la sua natura è una natura creata; la sua individualità naturale è corruttibile e mortale. Ma in questa natura creata e mortale Dio ha impresso la “sua immagine”, “ha soffiato un alito di vita” (Gen 2,7), la possibilità della vera vita al di là dello spazio, del tempo e della necessità naturale …

La verità della relazione personale con Dio, positiva o negativa, ma sempre relazione esistenziale, è la definizione dell’uomo, il modo nel quale l’uomo è. Egli è un fatto esistenziale di relazione e comunione, è “persona”: ciò significa che ha il volto verso qualcuno o verso qualcosa, è davanti a qualcuno o a qualcosa (“in relazione”, “in rapporto”). La natura umana creata in ogni sua realtà personale è “davanti” a Dio, esiste come rapporto e relazione con Dio.

L’alterità personale costituisce l’immagine di Dio nell’uomo: è il comune modo di esistenza di Dio e dell’uomo, l’ethos della vita trinitaria che è stato impresso nell’esistenza umana. Nell’ambito della chiesa e della teologia ortodosse vediamo l’uomo come immagine di Dio e non Dio come elevata e assolutizzata immagine dell’uomo. La rivelazione del Dio personale nella storia ci manifesta la verità dell’uomo, il suo ethos, la nobiltà della sua origine.

 Christos Yannaras, La libertà dell’ethos