Le tentazioni: venti che ci riportano a Dio

Comunione con DioDove c’è la provvidenza di Dio, tutto quello che avviene è senz’altro buono e utile all’anima, perché tutto ciò che Dio fa con noi, lo fa per il nostro bene, perché ci ama e ha cura di noi. E dobbiamo, come ha detto l’Apostolo, in ogni cosa rendere grazie alla sua bontà (cf. 1Ts 5,18) e non scoraggiarci o abbatterci dinanzi a ciò che accade, ma accogliere gli eventi senza lasciarci turbare, con umiltà e speranza in Dio.

Se uno ha un amico ed è certo di essere da lui amato, qualsiasi cosa l’amico gli faccia patire, per quanto penosa, pensa che l’abbia fatta per amore e non crede mai che l’amico voglia fargli del male; quanto più riguardo a Dio, che ci ha creato, ci ha portato dal non essere all’essere, che per noi si è fatto uomo ed è morto per noi, dobbiamo pensare che tutto quello che fa con noi lo fa per bontà e amore! … E così, dunque, di Dio sappiamo che ci ama e ha cura della sua creatura, e che lui è la fonte della sapienza e sa come provvedere alle nostre cose, che nulla gli è impossibile ma tutto è sottomesso alla sua volontà. Dobbiamo anche sapere che tutto quello che fa, lo fa per il nostro bene, e anche se è motivo di sofferenza, dobbiamo accoglierlo con rendimento di grazie, come abbiamo detto prima, come proveniente da un Signore benevolo e buono, perché tutto avviene per un giusto giudizio, e Dio, che è così misericordioso, non guarda con indifferenza la tribolazione che ci coglie.

Ma siamo noi a non avere pazienza, a non voler fare un po’ di fatica, a non accettare di accogliere qualunque cosa con umiltà; e, quanto più cerchiamo di sfuggire alle tentazioni, tanto più ne sentiamo il peso, ci scoraggiamo e non riusciamo a liberarcene … Le tentazioni sono di grande utilità per chi le sopporta senza turbarsi.

Le tribolazioni infatti muovono la misericordia di Dio per l’anima così come i venti muovono la pioggia. E come la pioggia abbondante fa marcire il seme se il suo germoglio è ancora fragile, e gli fa perdere il suo frutto, e i venti, invece, poco per volta lo fanno asciugare e lo irrobustiscono, così avviene anche per l’anima. La rilassatezza, l’assenza di preoccupazioni, il riposo la rendono fiacca e dissipata, le tentazioni invece la rafforzano e la uniscono a Dio, come dice il profeta: Signore, nella tribolazione ci siamo ricordati di te (Is 26,16). E così, come abbiamo detto, non dobbiamo turbarci né scoraggiarci nelle tentazioni, ma pazientare, rendere grazie e supplicare Dio sempre con umiltà perché abbia misericordia della nostra debolezza e ci protegga da ogni tentazione a sua gloria.

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