Uomo prepara incessantemente il tuo cuore

Lettera d'oroQuando pensiamo alle cose di Dio o che a Dio conducono e la volontà progredisce fino a diventare amore, subito, nella via dell’amore, lo Spirito santo, che è Spirito di vita, vi si infonde e vivifica tutto, venendo in aiuto alla debolezza di colui che pensa, sia nella preghiera, sia nella meditazione, sia nello studio … E allora si formulano pensieri su Dio in modo corretto, anche alla maniera umana. Tuttavia, questo modo di formulare pensieri su Dio non dipende dall’arbitrio di colui che pensa, ma dalla grazia di colui che dona, cioè quando lo Spirito santo, che soffia dove vuole, quando vuole, come vuole e su chi vuole, soffia in tale direzione. Ma sta all’uomo preparare incessantemente il proprio cuore, sciogliendo la volontà dai vincoli degli affetti estranei, la ragione o l’intelletto dalle preoccupazioni, la memoria dalle opere oziose o da quelle frenetiche, e talvolta anche da quelle necessarie. Così che, quando nel giorno favorevole del Signore e nell’ora del suo beneplacito egli avrà udito la voce dello Spirito che soffia, quegli elementi che formano i pensieri accorrano immediatamente tutti assieme e nella libertà, e cooperino al bene, e divengano come un’unica cosa per la gioia di colui che pensa, mentre la volontà presenta un puro sentimento d’amore per la gioia del Signore, la memoria una materia fedele, l’intelletto un’esperienza soave … Per questo l’uomo che vuole amare Dio, o che già lo ama, deve consultare sempre il proprio animo ed esaminare la propria coscienza per vedere che cos’è che egli desidera

L’amore, infatti, è una grande volontà orientata verso Dio. Quanto poi all’unità dello spirito con Dio, per l’uomo che ha levato in alto il proprio cuore essa è la perfezione della volontà di colui che avanza verso Dio, quando ormai non solo vuole ciò che Dio vuole, ma, poiché non solo ne è afferrato, ma in questo esserne afferrato e reso perfetto, egli non può volere nient’altro se non ciò che Dio vuole. Volere ciò che Dio vuole: questo è ormai essere simili a Dio. Non poter volere se non ciò che Dio vuole: questo è ormai essere ciò che Dio è, lui, per il quale il volere e l’essere sono una stessa cosa. Per cui si dice bene che solo allora lo vedremo così com’è, quando cioè saremo simili a lui, quando saremo ciò che egli è. A coloro, infatti, a cui è stato dato il potere di diventare figli di Dio, è stato dato il potere non certo di essere Dio, ma di essere tuttavia ciò che Dio è, di essere santi, di essere in futuro pienamente beati, poiché Dio.

È questa e la loro perfezione: la somiglianza con Dio. “Non voler essere perfetto, poi, e peccare”. Per questo, in vista di tale perfezione, la volontà va sempre alimentata e l’amore predisposto con cura; la volontà va costretta a non disperdersi su altro, l’amore va custodito perché non si inquini. Solo a tal fine, infatti, siamo stati creati e viviamo: per essere simili a Dio, poiché a immagine di Dio siamo stati creati.

Guglielmo di Saint-Thierry, Lettera d'oro