Il serpente e la croce: vie per tornare a Dio

Il segno della croceL’elemento di novità introdotto dal racconto dei Numeri è la guarigione, che sorprendentemente giunge portando in sé l’immagine del peccato: il serpente. Deve essere stato visto come uno scandalo il fatto che la causa della malattia potesse aver parte nella guarigione. Tuttavia la guarigione dei figli di Israele da parte del serpente di bronzo non era neppure lontanamente scandalosa quanto l’immagine della crocifissione. Il potere di guarigione posseduto dal serpente di bronzo si basava sull’atto di pentimento e umiliazione davanti a Dio. Un autentico pentimento poteva avvenire solo quando i figli di Israele ammettevano il loro peccato e ne capivano la natura. Allo stesso modo, la croce rappresenta il rimedio del peccato dell’umanità. Gesù salì sulla croce allo scopo di offrire se stesso a quanti, fissandolo come avevano fatto i figli di Israele nel deserto, ammettono i loro peccati, riconoscono la loro morte spirituale e la loro separazione da Dio, e chiedono di essere nuovamente uniti a lui. Ecco perché, soprattutto per la chiesa primitiva, l’immagine di Cristo sulla croce era un’immagine di trionfo. Cristo nella sua morte trionfò sul peccato, e la contemplazione di Cristo crocifisso trionfante è la via che conduce alla nostra salvezza. Il segno della croce ci offre questa contemplazione: un modo per interiorizzare lo scandalo della croce e un modo per cercare la riunione con Dio e con Cristo crocifisso …

Da noi stessi non abbiamo la forza di astenerci dal peccato, perché siamo nati nella malattia del peccato. Nulla ci autorizza a pensare di poter giungere a una santità basata sulle nostre proprie forze. “Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo” (Gv 3,13). Giovanni chiarisce che nessuno giunge alla salvezza da se stesso, ma solo mediante Cristo. Gesù, quale secondo Adamo, ha introdotto la medicina, laddove il primo Adamo ha introdotto la malattia.

Il segno della croce è un riflesso di questa medicina dataci da Cristo. È un segno di contemplazione sul nostro peccato, e in quanto tale combina umiltà e desiderio di trionfare sul peccato e la tentazione. Al tempo stesso esso riconosce le nostre limitazioni e richiede l’assistenza di Dio nella nostra ascesa e maturazione spirituale. Il segno della croce riflette il nostro personale impegno a guarire la malattia del peccato e le conseguenze della caduta. È uno dei primi passi del nostro ritorno a Dio: dato che riconosciamo la nostra posizione e ci mettiamo davanti alla sua misericordia e sotto la sua guida, noi come i figli di Israele nel deserto possiamo essere guariti dalla morte spirituale.

Andreas Andreopoulos, Il segno della croce