Tra i versi

Preghiera
Sono un sogno di Dio
Sono un sogno di Dio

Signore, la notte giunge e l’anima è vile.
Tali furono la tormenta e la volontà!
Ci restano oggi, nel silenzio ostile,
Il mare universale e la nostalgia.

Ma la fiamma, che la vita in noi ha creato,
Se pur c’è vita ancora non finisce.
Il freddo morto fra le ceneri l’ha occultata:
La mano del vento può di nuovo sollevarla.

Dai il soffio, o la brezza – o disgrazia o ansia –
Con cui la fiamma dallo sforzo si rinnovi,
E conquistiamo ancora la Distanza –
Del mare, o un’altra, ma che sia nostra!

IX

Sono un guardiano di greggi.
Il gregge è i miei pensieri

E i miei pensieri sono tutti sensazioni.

Penso con gli occhi e con le orecchie
E con le mani e i piedi
E con il naso e la bocca.

Pensare un fiore e vederlo e annusarlo
E mangiare un frutto e saperne il senso.

Per questo quando in un giorno di calura
Mi sento triste di goderne tanto,
E mi distendo intero sull’erba,
E chiudo gli occhi caldi,
Sento tutto il mio corpo steso nella realtà,
So la verità e sono felice.

Per essere grande sii intero: niente
Di te esagera o escludi.

Sii tutto in ogni cosa. Poni quanto sei
Nel minimo che fai.

Cosi in ogni lago la luna intera
Brilla, poiché alta vive.

14 febbraio 1933

F. Pessoa, Sono un sogno di Dio