Contemplando amicizia e amore

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1. Domandò l’amico al suo amato se in lui fosse rimasto qualcosa da amare. Rispose l’amato che l’amore dell’amico poteva moltiplicarsi solo nell’amare.

18. Vi fu un parlare tra gli occhi e la memoria dell’amico perché gli occhi dicevano che niente è come vedere l’amato senza ricordarlo, mentre per la memoria è grazie al ricordo che l’acqua ruscella fino agli occhi e il cuore s’infiamma d’amore.

 

27. Cantava l’usignolo nel giardino dell’amato. Venne dunque l’amico dicendo: “Se non possiamo capirci con il linguaggio, lo faremo per amore: il cuore del tuo canto figura agli occhi la figura del mio amato”.

36. Pensieroso errava l’amico per le strade del suo amato e quando inciampando cadde gli parvero fiori e letto d’amore le spine.

41. Con gli occhi dei pensieri, della stanchezza, dei sospiri e delle lacrime, guardava l’amico il suo amato. Con gli occhi della grazia, della giustizia, della pietà, misericordia e generosità, l’amato guardava il suo amico. E l’usignolo cantava la delizia che passava in questo sguardo.

44. Il particolare e il comune si incontrarono mescolandosi affinché vi fosse amicizia e benevolenza tra l’amico e l’amato.

45. Due sono i fuochi che scaldano l’amore dell’amico: uno si alimenta di desideri, piaceri, ripensamenti; l’altro è fatto da timore, dolore, lacrime e pianti.

50. Uguali sono prossimità e lontananza tra l’amico e l’amato. Così come l’acqua mesce vino, mescolati sono i loro amori; così come calore e viva luce, essi l’un l’altro s’incendiano. E così come essere ed essenza, l’amico e l’amato si vogliono e si corrispondono.

204. Amore, amare, amico e amato si unirono tanto intensamente nell’amato da diventare un solo atto in una sola essenza. E anche se diversi sono l’amico e l’amato, concordano senza alcuna contraddizione essenziale. Ed è per questo che è amabile l’amato, al di là di qualsiasi altro amore.

212. L’amico lodava il suo amato dicendo che aveva trapassato il “dove” poiché l’amato è dove non può arrivare nessun dove. Per questo, quando chiesero all’amico dove fosse il suo amato, rispose: “Sta”, sebbene non sapesse dove. Ma di certo sentiva che l’amato stava nella sua memoria.

251. Molto più in alto dell’amore sta l’amato, e molto più in basso dell’amore sta l’amico. E questo amore, che sta nel mezzo, fa scendere l’amato fino all’amico, e fa salire l’amico fino all’amato. È da questo discendere e da questo salire che vive e prende cominciamento l’amore, per il quale si strugge l’amico ed è appagato l’amato.

269. Amato e amore vennero a vegliare il sonno dell’amico: l’amato lo chiamò e l’amore lo svegliò. E l’amico obbedì all’amore, e rispose al suo amato.

da Raimondo Lullo, Il libro dell’amico e dell’amato

CHI È RAIMONDO LULLO? 



INTERVISTA ALLA CURATRICE FEDERICA D’AMATO:

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