Vivere: il lavoro da imparare davvero

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Chiediamoci: che cos'è il lavoro? Il concetto di lavoro non è affatto chiaro e univoco. È possibile dare una definizione del lavoro? Non varierà a seconda dei diversi contesti culturali in cui esso è vissuto? E delle epoche? E dei sistemi economici?

Chiediamoci: che cos'è il lavoro? Il concetto di lavoro non è affatto chiaro e univoco. È possibile dare una definizione del lavoro? Non varierà a seconda dei diversi contesti culturali in cui esso è vissuto? E delle epoche? E dei sistemi economici? E anche all'interno del nostro contesto culturale occidentale, che cos'è il lavoro? “Lavoro” designa qualsiasi attività, il darsi da fare? O l'attività faticosa, che esige uno sforzo? O l'attività socialmente utile, che ha una ricaduta sul bene comune? O l'attività che procura il sostentamento economico per vivere? O l'attività svolta per conto terzi e compensata con un salario? O l'attività personale e/o collettiva, manuale e/o intellettuale con cui l'uomo conosce il mondo e, nello stesso tempo, realizza se stesso nel contesto delle relazioni con gli altri?

In realtà, il termine “lavoro” ha un ampio spettro di applicazioni. E anzitutto il lavoro è attività dell'uomo su di sé per costruire la propria umanità. Gli antichi stoici parlavano del “costruire la propria statua”, non nel senso di autoincensarsi, ma di fare della propria vita un capolavoro, un'opera di quotidiana scultura.

L'uomo è l'essere incompleto, e rispetto a tutti gli animali ha bisogno di molti anni per maturare ed esprimere le sue potenzialità umane. Inoltre, ciò che fa vivere una persona normalmente si situa in valori, ideali, passioni, relazioni che richiedono attenzione, dedizione, fatica, lavoro. Potremmo estendere la fatica del lavoro all’amore alla costruzione di un'amicizia e di ogni relazione profonda, perché sono le relazioni che danno senso e gusto al vivere, perché il vivere è il mestiere da imparare davvero, quale che sia l'attività remunerata che ciascuno svolge. Ma chi insegna il mestiere di vivere?

A fronte di una concezione che vede il lavoro come attività esteriore, produzione di beni o servizi, occorre ricordare la verità elementare che è l'interiorità umana che ha anzitutto bisogno di lavorare. La fatica di questo lavoro consiste nel fatto che impegna l'uomo nell'impresa più difficile: conoscere se stesso. Un'esistenza che dimentichi che si inizia a vivere nell'interiorità, è una vita non tanto estroversa quanto inconsapevole, incosciente, irresponsabile, scissa, e diviene senza spessore.

Luciano Manicardi, Siate creativi! Il lavoro che crea futuro (Tg 4)