Ma chi è Gesù?

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Per capire ciò che i vangeli dicono di Dio e dell'uomo, si deve considerare la vita di Gesù come una storia, un racconto di ciò che Dio è per noi. Non si deve proiettare sulla sua vita ciò che sappiamo di Dio, ma, al contrario, tentare di capire Dio in modo diverso a partire dalla sua vita.

Nel racconto dei vangeli non si trova nessun ritratto di Gesù, nessuna sua descrizione. Ciò non interessa gli autori e non si usava. Ognuno, ognuna di noi può dargli il volto del suo amore... ma questa assenza di immagine forse ci ricorda che ogni uomo è a immagine del Dio senza immagine, come dice il primo libro della Bibbia (cf. Gen 1,26-27), e non solo Gesù.

Della sua famiglia non sappiamo quasi nulla, e ancor meno dei suoi primi trent'anni di un'esistenza talmente ordinaria che non ci si dà pena di parlarne. Ma se Dio ci dice qualcosa di sé attraverso quest'uomo ordinario, ci dice precisamente che lui è presente nella vita normale, nascosto forse ma non assente. E ciò vale per ogni essere umano

Gesù al momento del battesimo ha capito. Cosa? Ciò che noi scopriamo in seguito nel suo modo di vivere, di credere, di parlare. Ciò che sarà palese anche nella sua morte. Dio è un amico per l'uomo e un Padre. Gli uomini non sono suoi schiavi, ma sono liberi e chiamati a condividere il suo amore. E lui, Gesù, deve vivere con gli uomini e davanti agli uomini come questo Figlio in cui Dio mette questo amore.

Gesù agisce con una suprema libertà. Conta una sola cosa: il servizio degli uomini, della loro umanità e della loro fede. E se lui dedica tutto il suo tempo ai poveri e ai sofferenti, sa anche che i ricchi hanno le loro miserie interiori e la loro attesa di una vita che abbia un senso (cf. Lc 19,1-10). Quando le cose cominciano ad andare male, quando la sua famiglia interviene perché lo ritiene matto (cf. Mc 3,21), quando dei discepoli se ne vanno scandalizzati dalla sua parola (cf. Gv 6,60.66), lui continua. Gesù non è un fondatore di setta, non esercita né pressione né ricatto, ognuno è messo di fronte alla sua libertà. Se cerchiamo di rappresentarci Dio attraverso la vita di quest'uomo, abbiamo un'immagine del tutto diversa da quella di un Dio che, dal suo cielo, sorveglia e punisce.

Gesù fa di più. Ci vien detto che lui perdona da parte di Dio. “Cosa ho fatto al buon Dio per aver meritato ciò?”. Chi non ha mai pronunciato queste parole o non le ha sentite? Non solo Gesù li libera da questa immagine di Dio, ma li libera interiormente dalla loro colpevolezza perdonando loro. Spalanca un avvenire a coloro che erano schiacciati dal rimorso o dal rancore. A quelli che sono sbalorditi da questa audacia, Gesù risponde semplicemente: anche voi perdonate come io perdono, invece di rimandare ciò a Dio e di restare con un cuore di pietra.

Se Dio è diverso da ciò che possiamo coglierne e dirne, non è perché lui è il contrario dell'uomo, ma è perché ci viene svelato in un uomo e perché è nel seguire Gesù che noi possiamo capire un po’ chi è Dio. Ma la vita di Gesù non ci dice solo chi è Dio per l'uomo, ci dice anche chi è l'uomo per Dio e come l'uomo deve vivere con il suo simile, il suo prossimo.

Jean-Marie Ploux, Dio non è quel che credi