La verità nell’unità

11425400308d1ff7b5939da1c9f4197d.jpg

Le categorie di “oriente” e di “occidente”, se usate nel contesto della storia della chiesa, non sono mere demarcazioni geografiche, come se tutto sulla sponda destra dell’Adriatico fosse orientale e ogni cosa sulla sinistra fosse occidentale.

Forse c’è stato un tempo in cui quelle demarcazioni si applicavano a una geografia specifica di ciò che era conosciuto come l’oikoumene; tuttavia oggi, quando ci sono chiese e fedeli orientali in occidente e chiese occidentali in quello che può essere chiamato l’oriente – fino all’estremo oriente –, i termini “orientale” e “occidentale” nel linguaggio ecclesiastico significano semplicemente una differenza nell’ethos, nella liturgia e nella tradizione.

E nemmeno dovrebbero denotare due chiese differenti, perché la chiesa “occidentale” – se accettiamo momentaneamente questo termine per indicare la chiesa cattolica – non solo incorpora chiese orientali, nel senso sia di quelle chiese che sorsero e fiorirono in oriente (per esempio nel Medio oriente) sia di comunioni di rito orientale, ma contiene anche in se stessa un certo numero di caratteristiche “orientali” nei termini dei tre parametri menzionati prima, ossia nell’ethos, nella liturgia e nella tradizione. Lo stesso si può dire della chiesa ortodossa se la consideriamo come un esempio di chiesa “orientale”.

Orientale e occidentale sono dunque termini di convenienza che denotano l’origine di una idea o di una pratica e che potrebbero essere applicati all’una o all’altra delle due chiese che andarono separandosi progressivamente dopo il cosiddetto grande scisma. È solo in questo senso che essi vengono qui impiegati. Qualsiasi questione ulteriore ha influito nel “fare di un accidente geografico una divisione teologica che semplicemente non sussiste”, per usare le parole di un teologo bizantino che scrive durante il periodo di apice delle polemiche antioccidentali. “Questa assurda combinazione di geografia e teologia”, continua, “rappresenta un tradimento palese della verità, non essendo la verità qualcosa di proprio né dell’Asia, né dell’Europa”.

Inoltre, la storia sfida la nostra visione di una completa e immediata separazione fra oriente e occidente, come alcuni l’hanno spesso immaginata. Il processo di alienazione progressiva fra le due chiese è stato lento ed eterogeneo, non ha avuto luogo allo stesso modo, allo stesso tempo e ovunque. Così come saremmo nel giusto a dire che il processo di alienazione cominciò prima della consueta data del 1054, saremmo altrettanto nel giusto dicendo che l’unione e la comunione fra le due chiese continuò a lungo dopo quella data. Come i termini orientale e occidentale, così le date storiche e gli eventi vengono fissati solo per nostra convenienza.

John Panteleimon Manoussakis, Per l’unita di tutti