Dal salone del libro: giorno 1

Tracce di cammino
Tracce di cammino
La tua vita come persona non può avere un senso specifico, durevole. Può acquisire un senso derivato solo se inserita in qualcosa che “duri”, e subordinata a qualcosa che abbia un “senso” in se stesso. Ma quanto detto vale forse per quello che noi intendiamo oggettivare quando parliamo della Vita? Potrà la tua vita avere senso come frammento della Vita?
La Vita è...? Prova e vedrai: la Vita come realtà. La Vita ha “senso”? Vivi la Vita come realtà, e troverai priva di senso la domanda.
“Provare”. Provare, osando il salto in una subordinazione incondizionata. Osarlo quando sei sfidato, perché solo alla luce della sfida potrai scorgere il bivio e sperare di operare – in piena lucidità – la scelta di voltare le spalle alla tua vita come persona, senza il diritto di volgerti indietro.
Troverai che “nel modello” sei liberato dal bisogno di vivere nel “gregge”.
Troverai che, subordinata alla Vita, la tua vita mantiene il suo senso, indipendentemente dalla cornice in cui ti è dato realizzarla.
Troverai che la libertà del continuo commiato e della momentanea rinuncia a te stesso dà alla tua percezione della realtà una purezza e una nitidezza che sono la realizzazione di te stesso.
Troverai che l’atto di consapevole subordinazione richiede di essere continuamente ripetuto, e viene smentito se in qualcosa permetti alla tua vita individuale di reinsinuarsi al centro.
La “grande” missione è molto più facile del compito di ogni giorno, ma con la stessa facilità chiude il nostro cuore a quest’ultimo. Così la ferma volontà di sacrificio può conciliarsi con la durezza di un grande eroe, e lì condurre.
Ti credevi indifferente a una stima dalla quale non calcolavi di trar vantaggio, e che – anche qualora fossi stato tentato di farlo – superava largamente ogni giustificato motivo. Ti credevi indifferente... finché non sentisti ardere la fiamma dell’invidia di fronte ai suoi infantili tentativi di “farsi notare”, ed ecco, nudo e svelato, il tuo amor proprio.
Sulla durezza – e pochezza – del cuore. Lasciami leggere, a occhi aperti, il libro che i miei giorni stanno scrivendo, e lasciami imparare.

Dag Hammarskjöld, Tracce di cammino