Fidarsi dell'amore

Fiducia, speranza, amore
Fiducia, speranza, amore
Il racconto biblico è il racconto di un amore unico e straordinario che, come unica condizione, pone di essere accolto, fidandosi e affidandosi alla sua potenza. Credere in Dio o avere fede vuol dire fidarsi e affidarsi alla potenza di questo amore … Fidarsi di Dio è riconoscere che l’io non è mai prima ma sempre dopo, perché prima è l’Altro – Dio appunto – che per primo ama l’io e se ne prende cura; ed è soprattutto lasciarsi sorprendere da questo Dio che per primo ama, cogliendone lo stupore e lo scandalo, se solo si considera che per pensatori come Platone o Aristotele Dio poteva essere amato ma non amare e che l’idea che egli si prendesse cura dell’uomo sarebbe apparsa incomprensibile e bizzarra, come per noi l’affermazione di uno che oggi dicesse che la natura lo ama, potendo la natura essere amata ma non amare!

Un tratto dell’amore di Dio che per primo ama è la sua paradossalità: non solo perché, come si è precisato, ama per primo ma perché, amando per primo, ama di un amore che è gratuito. Nel senso, innanzitutto, che la ragione dell’amore risiede in lui che ama e non in chi è amato, come rileva continuamente il racconto biblico mettendo al centro la figura dello straniero sul quale Dio si china (il Primo Testamento) e la figura del nemico che Dio perdona (il Secondo Testamento); nel senso, poi, ancora più radicale che l’amore donato non mira alla realizzazione di chi lo dona, ma alla felicità di chi lo riceve, accolto e amato nella sua alterità e non in quanto momento interno alla felicità di chi lo dona.

Il racconto biblico è il racconto di questo amore gratuito incondizionato e senza ritorno: incondizionato nel senso che Dio non pone condizioni all’uomo che egli ama, abolendo ogni “se” e ogni “perché” nei suoi confronti; senza ritorno, nel senso che, amandolo, piuttosto che realizzarsi, compiersi o soddisfarsi, Dio al contrario gli fa spazio, limitandosi e mettendo da parte le sue ragioni e i suoi “diritti divini”.

Fidarsi di Dio è affidarsi a questo amore gratuito, impensabile e straordinario, incondizionato e senza ritorno. È consegnarsi a questo amore e gioire della sua presenza, della sua bellezza e della sua potenza. È sapere che prima dell’io e più importante dell’io, dei suoi progetti, dei suoi sogni, delle sue realizzazioni e dei suoi desideri, c’è l’amore che ama l’io, lo accoglie e gli sorride. È sapere tutto questo e riconoscerlo: sempre, nella buona e nella cattiva sorte, quando il sole splende o quando è coperto, quando i conti tornano o quando vanno in rosso, quando si gioisce o quando si soffre. Non perché si possegga l’intelligenza di capire il senso di tutto ciò che accade ma semplicemente perché questo senso è altrove, non in noi ma nell’Altro, in Dio che si prende a cuore la nostra sorte e ci chiede di fidarci.

Carmine Di Sante, Fiducia, speranza, amore