La natura è la cosa reale

Dom Robert, L’autunno, arazzo (1943)
Dom Robert, L’autunno, arazzo (1943)

Dom Robert, L’autunno, arazzo (1943), Abbazia di En Calcat, Francia
copertina del libro di Bartholomeos I, arcivescovo di Costantinopoli e patriarca ecumenico, Nostra madre terra

"C'è solo una cosa che non può essere ingannata, 
ed è la natura. 
La natura è la cosa reale”
Dom Robert

Foto degli arazzi

Un arazzo è un lavoro artistico complesso: richiede un grande lavoro di progettazione partendo dal disegno per arrivare fino al cartone (il modello in misura reale) per la realizzazione. Nel disegnare un arazzo si deve tener conto di alcune caratteristiche tecniche che questa forma artistica presenta e utilizzarle a proprio vantaggio per la riuscita visiva dell'immagine.

Dom Robert è stato un monaco benedettino del monastero francese di En Calcat. Aveva una grande capacità di disegno dal vero. Uno dei suoi primi lavori è legato alla miniatura, ma è con la realizzazione degli arazzi che il suo estro si è espresso al meglio.

Il suo soggetto prediletto è la natura. Quando osserviamo i suoi arazzi l'occhio si trova di fronte a un organismo compatto, unico. Mano a mano lo sguardo coglie i dettagli, trova in mezzo alle piante diversi animali, coglie le sfumature delle foglie e dei fiori. La natura appare come un grande organismo correlato in cui tutte le parti sono armoniche e allo stesso tempo ogni singolo pezzo risulta fondamentale. È la rappresentazione visiva della terra come casa comune, dove tutti gli esseri viventi formano un unico vivente. 

È il tema al centro del libro del quale questo lavoro è la copertina. Il patriarca ecumenico Bartholomeos ci ricorda che le radici della crisi ambientale di cui stiamo prendendo coscienza sono profondamente spirituali: essa riguarda, infatti, il modo in cui consideriamo il mondo e l’immagine che ci facciamo di esso. Trattiamo il nostro pianeta in maniera disumana proprio perché non riusciamo a vederlo come un dono ereditato dall’alto. Gli arazzi di Dom Robert ci restituiscono lo sguardo del mondo come un dono, da osservare, celebrare attraverso la bellezza dell'arte e proteggere affinché resti ancora simile a come i fili intessuti ce lo mostrano.

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