Al centro delle cose

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Paul Klee (1879-1940), Attorno al centro, 1935, tecnica mista su tela grezza montata su telaio, 47.31 × 60.01 cm, Dallas Museum of Art, Dallas, Stati Uniti.
Copertina del fascicolo di Anne-Marie Pelletier, L’interiorità che ci accomuna.

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Paul Klee realizza quest’opera e altre simili negli ultimi anni della sua vita. È un quadro di piccole dimensioni che richiede uno sguardo ravvicinato, intimo. Anche perché il tema del quadro è intimo, se vogliamo arrivare al centro delle cose dobbiamo guardare con attenzione. Klee cominciava a disegnare senza avere in mente un soggetto preciso, poi era il segno inciso che gli rispondeva attraverso delle somiglianze: a questo punto le somiglianze vengono sottolineate ed elaborate: una rassomiglianza ne richiamava un altra e così via. In questo modo Klee scopriva il soggetto e con esso il titolo del quadro: il titolo, infatti, getta sempre una luce sul dipinto.

In questo caso una linea continua che si avvolge su se stessa, che quindi ritorna sempre al punto di partenza, segna un percorso verso un centro, verso un cuore, verso la parte più interna. Sembra l'espressione grafica di un pensiero che si avvolge o anche un nido che custodisce qualcosa di prezioso, una “interiorità abitabile” come quella descritta nel testo pubblicato.

Anche il colore caldo che la linea circoscrive e l'utilizzo della tela grezza contribuiscono a dare l'impressione di un organismo nel quale ci stiamo addentrando.

Al centro, nel punto in cui converge la linea e quindi attrae il nostro sguardo c'è una piccola forma rossa. Questa forma richiama, anche per il suo colore una fiammella oppure una goccia di sangue. Nel centro attorno al quale tutto ruota c'è un elemento di passione, uno spirito, qualcosa che brucia e che allo stesso tempo dà vita: “Un cuore nuovo, un cuore di carne capace di palpitare d'amore”, scrive Anne-Marie Pelletier.

Ma il nostro percorso non si conclude ancora, poiché questa fiammella-goccia ha nel suo centro anche un puntino che conferisce all'ultimo cerchio della linea continua l'aspetto di un occhio.

Noi cerchiamo di scoprire il centro delle cose, avvicinandoci, affinando l'occhio e scopriamo che è il centro stesso che ci guarda e ci cerca. Pelletier ci parla di una “interiorità intelligente” cioè capace di leggere dentro.
Ciò che è al centro, che appartiene all'interiorità fa “ruotare” le nostre vite, i nostri pensieri rendendoci tutti più simili e più vicini di quanto pensiamo.

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